Il cordone ombelicale dà la vita anche tagliato

Il sangue del trecentesimo cordone ombelicale è servito per salvare una vita in Francia. Quel sangue, quelle preziosissime cellule staminali provenivano dalla «Banca» milanese. La prima in Italia, l’unica in città. Nata nel ’93 al Policlinico quando ancora di cellule staminali non si parlava, oggi conserva seimila preziosi cordoni donati dalle mamme al momento del parto. Cordoni altrimenti gettati e che invece possono essere la speranza di guarigione per gravi malattie del sangue. Il trapianto di sangue placentare è paragonabile a quello del midollo. Eppure la donazione del cordone non è una pratica ancora troppo diffusa negli ospedali milanesi. La donazione può avvenire soltanto al Buzzi e alla Mangiagalli e con diverse difficoltà. «Nel fine settimana e di notte ad esempio non è possibile», spiega il dottor Francesco Zanuso responsabile della «Banca» milanese e presidente dell’Adisco, l’associazione donatrici sangue cordone ombelicale. Non è una cosa complicata, solo che ci vuole il personale adeguatamente preparato. Il sangue deve arrivare entro 36 ore alla Banca e bisogna avere accertato lo stato di salute della mamma-donatrice. Piccoli accorgimenti eppure così importanti da poter salvare delle vite.
Piccole vite. Già, perchè per lo più il sangue dei cordoni finora donati sono serviti soprattutto per i bambini. Sono ancora casi rari le trasfusioni sugli adulti «perché i cento grammi che si ricavano da un cordone non sono sufficienti per un adulto - come spiega Francesco Zanuso -. E dunque il sangue proveniente da due diverse donatrici». Proprio per sostenere la ricerca oggi è in programma un’asta speciale in cui saranno battute sessanta opere di arte contemporanea. Accanto a nomi famosi come Castella, Basilico, Mulas, Dangelo sono stati selezionati anche giovani di talento che potessero rappresentare le attuali correnti dell’arte. Tutti gli artisti hanno donato le loro opere. E Sotheby’s non applicherà i diritti d’asta. La Banca di Milano è stata fondata dall’ex ministro Sirchia, uno fra i primi scienziati in Italia a capire l’importanza delle cellule staminali e oggi è una tra le più importanti nel mondo. «Dovremmo avere circa diecimila cordoni contro i seimila conservati», racconta Zanuso. Se è possibile in Italia donare il cordone ombelicale che poi viene conservato nella «Banca» del Policlinico, non è possibile per legge conservarlo ad esempio per i propri figli. O meglio: «È prevista la donazione dedicata - spiega Zanuso - magari da fratello a fratello. Così come è previsto il trasferimento in qualche “banca” svizzera. Ma la nostra legislazione ha un concetto altruistico. E comunque il sangue donato sono tutti schedati. Possono essere utilizzati in un futuro se in famiglia ci fosse qualche problema».