La Corea del Nord ci ripensa: pronti allo stop sul nucleare

La decisione vincolata alla revoca delle sanzioni economiche: gli Usa scongelano subito fondi

da Pechino

La Corea del Nord è pronta a rispettare gli accordi per il disarmo nucleare se gli Stati Uniti annulleranno le sanzioni che hanno isolato il Paese comunista dal sistema finanziario internazionale. È l'annuncio che il direttore dell' Agenzia Internazionale per l'energia atomica (Aiea), l’egiziano Mohamed El Baradei, ha dato ieri dopo la sua prima visita a Pyongyang.
Parlando in una conferenza stampa a Pechino, El Baradei ha sostenuto che la visita è stata «utile» e a «rasserenato l'aria» tra l'Aiea e Pyongyang. La Corea del Nord, secondo le parole dei suoi interlocutori, rimane «fortemente impegnata» ad applicare l'accordo raggiunto il 13 febbraio nel corso dei colloqui a sei di Pechino e a riammettere gli ispettori internazionali espulsi nel 2002.
Secondo l'accordo firmato da Corea del Nord, Corea del Sud, Stati Uniti, Cina, Giappone e Russia, Pyongyang si impegna a compiere il «passo iniziale» del processo di disarmo, la chiusura del reattore di Yongbyon, in cambio di una prima tranche di aiuti costituita da 50mila tonnellate di petrolio.
La questione delle sanzioni - imposte dagli Usa con l'accordo della Cina - corre su un binario parallelo, cioè quello delle discussioni dirette tra Stati Uniti e Corea del Nord che si svolgono contestualmente agli incontri dei sei.
«Se tutto va bene - ha proseguito el Baradei - dovremmo tornare nel Paese tra trenta giorni, cioè nei tempi previsti dall'accordo del 13 febbraio». «Sono stato invitato dai nordcoreani - ha proseguito - e penso che sia stata una visita abbastanza utile. Hanno dato indicazioni positive sulla loro volontà di rientrare nell'Aiea e io sono pronto a dare loro il benvenuto, perchè questo è nell'interesse della stessa Corea del Nord e della comunità internazionale».
Il direttore dell'Aiea ha anche minimizzato il suo mancato incontro con Kim Kye-gwan, il capo dei negoziatori nordcoreani nei colloqui a sei. «Non è vero che fosse troppo occupato. Era appena tornato da Washington e non stava bene», ha detto el Baradei, precisando di aver visto un viceministro degli Esteri, il vicepresidente del presidium del Parlamento, il numero due della gerarchia e responsabile dell'agenzia atomica, che supervisiona in particolare il reattore di Yongbyon.
Poco dopo l’annuncio di El Baradei, gli Stati Uniti hanno compiuto un primo passo distensivo decidendo lo sblocco di fondi nord-coreani fatti congelare in una banca di Macao: ciò consentirà a Pyongyang di recuperare 24 milioni di dollari. L'amministrazione statunitense aveva accusato la banca di far circolare dollari falsi e di riciclare denaro sporco.