Corea del Nord: Kim in Cina col figlio per la successione

Incontro segreto del «Caro Leader» con il presidente cinese Hu Jintao. In settembre il suo 28enne terzogenito Kim Jong-un dovrebbe "ereditare" il potere a Pyongyang

Il problema della successione al vertice della Corea del Nord sarebbe stato al centro dell'inattesa visita del leader nordcoreano Kim Jong-il nel nordest della Cina, che si è conclusa sabato. È quanto affermano diplomatici sudcoreani ed esperti cinesi commentando la visita.
Finora, come loro costume, le fonti ufficiali nordcoreane e cinesi non hanno fatto parola della visita, incluso l'incontro, che si è svolto venerdì nella città di Changchun, tra Kim ed il presidente cinese Hu Jintao. Il leader supremo nordcoreano, accompagnato dal suo terzo figlio ed erede designato Kim Jong-un, ha passato la frontiera con la Cina intorno alla mezzanotte di mercoledì scorso sul suo treno blindato, l'unico mezzo che usa per spostarsi.
«Tutte le indicazioni suggeriscono che il viaggio era in relazione alla successione, dato che Kim ha portato suo figlio a visitare dei luoghi simbolici», ha detto Liu Ming, direttore dell'Istituto per il studi coreani di Shanghai. I due Kim hanno infatti visitato una scuola media nella quale ha studiato il fondatore della dinastia e primo presidente della Corea del Nord Kim Il-sung e un cimitero dove sono seppelliti i comunisti nordcoreani che, a partire dalle loro basi in Cina, combatterono contro gli occupanti giapponesi del loro Paese.
Fonti sudcoreane sostengono che la questione della successione non era stata chiarita nella precedente visita di Kim in Cina, in maggio. Da qui la necessità del leader nordcoreano di ottenere l'esplicito assenso della Cina prima della dichiarazione formale del piano di successione, che dovrebbe avvenire in settembre.
I due Kim sono partiti mentre si trovava a Pyongyang l'ex presidente americano Jimmy Carter, che ha ottenuto la liberazione di un cittadino americano, il 30enne Aijalon Mahli Gomes, detenuto dallo scorso gennaio dopo essere entrato illegalmente in Corea del Nord. La coincidenza è stata interpretata come una dichiarazione d'intenti secondo la quale la Corea del Nord attribuisce maggiore importanza alle relazioni con la Cina piuttosto che a quelle con gli Usa.