Cori da stadio: Fo sindaco E Ferrante lascia il corteo

Ds in imbarazzo per la «fuga» dell’ex prefetto. Il Nobel: è snob

(...) Quadretto davvero niente male, con i dirigenti diessini presenti in preda alle convulsioni mentre l’ex prefetto si allontana a passi veloci. Neppure il tempo di commentare il virgolettato del suo competitor: «Fare presenza e andare via, mah è un atteggiamento snob... comportamento davvero pericoloso per chi vuol fare il sindaco di Milano. Lui sa che i sondaggi ci danno assai vicini e quindi sa che se vince alle primarie ha poi bisogno di me, dei miei voti e del mio sostegno».
Dichiarazione scandita a ritmo di «Fo sin-da-co, Fo sin-da-co»: «Il mio miglior commento» chiosa l’aspirante primo cittadino targato Rifondazione, mentre la testa del corteo riprende la marcia. E lui continua a vagheggiare le sue idee per «cambiare Milano, che ha bisogno di un programma radicale, romantico e scientifico». «Programma» che garantisce Fo «si costruisce giorno dopo giorno» e sabato 21 terrà banco al MazdaPalace, con guest star Enzo Jannacci. E, naturalmente, prima di quella data decine di incontri con la città: quelli che, attenzione, Fo permettendo, Ferrante sta organizzando da «pensionato statale».
Appuntamenti «tra la gente, cercando il dialogo e il confronto» come quello avvenuto ieri al mercato di via Benedetto Marcello: non più di cinquanta minuti spesi su e giù tra i banchi di vendita ad uso e consumo dei fotografi e, perché no, della signora Ferrante che si è poi ritrovata a casa un sacchetto della spesa con due chili di ciliegie ad appena quattro euro. Ottomila delle vecchie lirette che il pensionato Ferrante - «non ho le risorse senza limiti che altri candidati possono avere» - non ha però sottratto alle casse un po’asfittiche del suo comitato elettorale né a quelle dei suoi supporter, «siamo tutti volontari». E primo tra tutti Filippo Penati: già, il presidente della Provincia ha accompagnato l’ex rappresentante del Governo al mercato, «la mia presenza qui attiene alla mia gestione del tempo libero».
«Presenza» che a Ferrante è servita unicamente per affrontare la prova del fuoco, la cattura degli elettori al mercato. Esperienza non propriamente positiva per l’ex prefetto che ai problemi risponde glissando, come sempre e con la frasetta milleusi «il confronto delle idee, il dialogo aiuta». Salvo che con Fo: allora è meglio abbandonare il campo, non prima di aver stragiurato di volere un faccia-a-faccia con il candidato del centrodestra, «proprio come Penati e la Colli». Solo che quel dibattito non si fece. Ma questo finale, Ferrante, non lo dice. E poi c’è Fo che corre da sindaco col voto del popolo dei Verdi.