Corinne Maier dà il buongiorno alla banalità

Prendete i luoghi comuni più triti su figliolanza e maternità. Aggiungete un’enorme dose di qualunquismo, molta faziosità e un giusto quantitativo di superficialità. Condite con dialoghi e fraseggio a metà tra Sex & the City e Casalinghe disperate. Agitate bene et voilà, ecco a voi il nuovo saggetto perfetto di Corinne Maier. La furbastra francese che ha sfondato con il banale e quindi fortunatissimo Buongiorno pigrizia, dove si spiegava come sopravvivere in azienda lavorando il meno possibile (poteva non avere successo?), adesso ritenta il colpo con No Kid, quaranta ragioni per non avere figli (Bompiani, pagg. 152, euro 13,50). Come le galline che fanno un uovo al giorno, la Maier produce un libro l’anno: nel 2005 il successo di Buongiorno pigrizia, nel 2006 Buongiorno lettino (come sopravvivere alla psicanalisi), nel 2007 Intellettualoidi di tutto il mondo unitevi (presa per i fondelli dei finti intellettuali). Che cosa accomuna i pamphlettini dell’economista francese divenuta rampante autrice? La scrittura scontata e sciatta, il facile appeal mediatico, il titolo ammiccante per mascherare il nulla.
No Kid parte dall’assunto che fare figli (anche se nessuno lo ammetterà mai) è la più grossa sciagura che possa accadere a una persona o a una coppia. L’intento dichiarato è demoralizzare i potenziali genitori con tesi assolutamente scontate, sintetizzate in 40 brevi capitoli. Si va da occhio, avere in casa un pargolo significa giocarsi la partitella di pallone, il cinema e l’aperitivo con gli amici, all’originalissima lista delle cose che non si devono fare (tipo i versetti e le paroline sceme). Si annuncia come un pamphlet contro la retorica dei buoni sentimenti e il mammismo, una raccolta di cattivi pensieri che farà inorridire i benpensanti. Un consiglio: se volete lamentarvi della vostra prole, parlatene al bar o dal parrucchiere. Troverete interlocutori più competenti e originali.