Corioni: «Fossi l’allenatore avremmo 39 punti Basta, adesso la formazione la faccio io»

Troppo anziano per fare l’allenatore, a Coverciano non gli darebbero mai il patentino, ma Gino Corioni non demorde, dentro si sente mister al cento per cento perché «se fossi io l’allenatore, il Brescia adesso avrebbe 39 punti». Il vulcanico Corioni, dopo la sconfitta casalinga col Cagliari, le ha cantate in faccia ai giocatori e allo staff tecnico, non risparmiando nessuno, a partire dal diesse Gianluca Nani fino al consulente tecnico Gigi Maifredi. Lasciando però a bocca aperta il buon Beppe Iachini, che dopo aver collezionato 8 sconfitte in 13 giornate si aspettava il licenziamento in tronco e s’è invece visto confermato fino al termine della stagione. «È che sono buono, come il buon vino che invecchia col passare degli anni», il commento del presidente. «Ad ogni modo, Iachini resta fino a giugno, però si deve svegliare perché il modulo di gioco non è stato scritto dal Padre Eterno. L’ha inventato lui e se vuole può cambiarlo in qualsiasi momento. E su questo argomento starò molto attento».
L’attenzione dell’allenatore, pardon del presidente Corioni, arriva al punto che a partire da domani sera, quando il Brescia giocherà a Catania in coppa Italia, la formazione verrà decisa in un tête à tête tra Iachini e lo stesso Corioni. Scavalcati i vari Nani e Maifredi, il presidente delle rondinelle sa che occorre una scossa alla squadra che, malgrado tutto, gioca un buon calcio. «Può darsi che esista una specie di paura di vincere», afferma Corioni, «e sarebbe davvero un fatto negativo se fosse così perché la paura è la nemica numero uno nello sport. Se hai paura non puoi combinare niente di buono. Penso che sia solo una questione di testa perché la squadra è preparata bene. Tutti gli altri finiscono sempre con i crampi, noi no. Vuol dire che stiamo bene. Ma qualcosa bisogna pur fare per dare la svolta».
Ed è arrivata anche la svolta, con la mossa a sorpresa: Corioni, allenatore senza patentino che non può andare in panchina, che decide però la formazione. Anche perché il portafoglio lo apre lui e i soldi sono pur sempre i suoi.