Cornigliano cerca il riscatto con il cioccolato

Avevano messo su un evento che prometteva di portare a Genova centinaia di persone. Ora rischiano di veder saltare tutto. Sono delusi i membri della Pro Loco di Cornigliano, in questi mesi organizzatori, promotori e ideatori del primo festival genovese del cioccolato, che ora si trovano a dover fare i conti con le retromarce istituzionali dell'ultimo minuto. Fondi promessi e mai arrivati per la manifestazione che, almeno per ora, rischia di saltare per problemi di budget. Si dovrebbe chiamare «Ciocofantasy, la dolce favola di Oz», la due giorni dedicata ai golosi di tutte le età che dovrebbe animare Cornigliano, promuovendola capitale del cioccolato almeno per un weekend. Una sosia dei festival del cioccolato di Torino, Bologna, Firenze e dell'Eurochocolate perugina, che ogni anno sfora la soglia dei 300mila visitatori provenienti da tutta Europa. C'era perfino un calendario di attività già pronto con degustazioni, giochi interattivi, esibizioni di maestri del cioccolato e stand di pasticcieri espositori da tutta Italia. Usiamo le dovute cautele perché l'evento, che era ormai in programma con tanto di campagna pubblicitaria già data alle stampe, ad oggi è in forse. Dopo le promesse, i «bravi, bell'idea», le pacche sulla spalla e i «vi aiuteremo noi», proprio quando bisogna iniziare a darsi da fare, piano piano si stanno tirando indietro Comune, Regione e Provincia di Genova, gli enti locali dai quali stanno arrivando, una dopo l'altra, le prime porte in faccia. Questo quando, almeno, si degnano di rispondere. Già perché, nel folto panorama delle istituzioni cittadine, c'è anche qualcuno che non si dà neppure la pena di mandare una mail di rifiuto. È il caso del Comune di Genova al quale giorni fa è stata recapitata la presentazione dell'iniziativa e, a differenza di Provincia e Regione, non ha ancora dato segno di vita. Gli altri se la sono cavata con un: «non ci sono soldi», e tutto è finito lì. Mentre proliferano feste di piazza, concerti organizzati e sostenuti qua e là nei municipi, la Cornigliano in cerca di riscatto resta ancora una volta a bocca asciutta. «Abbiamo avuto parole di stima da parte di tutte le istituzioni per la nostra idea - spiega il presidente della Pro Loco Fabrizio Cartabianca - al momento però nessuno ci ha dato una mano, a parte Società per Cornigliano che ha messo a disposizione Villa Bombrini». Anche le date ci sono già: 23 e 24 ottobre 2010. Mancano solo i soldi, all'incirca 300mila euro, per i quali la Pro Loco corniglianese aspettava l'aiuto di Comune, Provincia e Regione. «Quando abbiamo presentato l'iniziativa erano tutti entusiasti - ripetono i membri del direttivo, increduli - ora se non arrivano i fondi siamo costretti a chiudere». E dire che le spese non sono insostenibili, i fondi non impossibili da trovare. Un danno economico certo dal momento che, come spiegano alla ProLoco «non siamo un'associazione privata, non possiamo in alcun modo recuperare». Senza parlare poi del danno d'immagine per la città, visto che la campagna pubblicitaria dell'evento è già partita, sia su internet che sulle riviste specializzate. «Ci dev'essere equilibrio tra costi, partecipazione e convolgimento istituzionale», continua Cartabianca ricordando che eventi simili altrove sono non solo sono ben voluti ma anche adeguatamente promossi, visto il numero dei visitatori che attirano, che si trasforma poi in guadagno anche per l'indotto locale.