Il corno di Allegrini per Bruckner e Mozart

Quando si dice corno si dice Alessio Allegrini, primo corno solista dell’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia. Il concerto sinfonico ceciliano di questo fine settimana sembra tagliato su misura per lui. Allegrini suonerà, sotto la direzione di Marek Janowski, il Concerto n. 3 per corno ed orchestra di Mozart, di gran lunga il più bello dei quattro dedicati a tale strumento, e poi rientrerà in orchestra al suo posto di primo corno, per la Sinfonia n.4 «Romantica» di Anton Bruckner, che qualcuno considera addirittura una sinfonia per corno e orchestra, per il peso che lo strumento ha dall’inizio alla fine nella monumentale partitura. Riccardo Muti lo chiamava il «mio cornista preferito» quando era nell’Orchestra della Scala; Pappano sa che quando Allegrini è in orchestra, non ci sono passaggi difficili che non possa superare. Ovunque c’è bisogno di spendersi con entusiasmo per la causa della musica, Allegrini è presente. Alla vigilia dal concerto, Allegrini, è sbarcato a Roma, di ritorno da una delle sue tante missioni «musicali» nel mondo. Viene dai «territori occupati» dove ha sposato la causa di un giovane violista, uno dei tanti bambini che la televisione ci ha mostrato quotidianamente gettare sassi contro il nemico, e che da tempo ha mollato quelle armi ed imbracciato la viola. Quel ragazzo, un grande talento assicura Allegrini, è venuto a studiare in Europa, si è diplomato in viola, ed ora, pur avendo un futuro in Occidente, è tornato nei territori occupati e, in mezzo a mille difficoltà, ha aperto una grande scuola di musica, frequentata già da quattrocento ragazzi. Allegrini è corso in suo aiuto: è andato ad insegnare musica a quei ragazzi, fermamente convinto che anche lì, come in Venezuela, la musica potrà offrire speranza e futuro.
Sala Santa Cecilia. Domani alle ore 18, lunedì (ore 21), martedì (ore 19.30). Info: 06-8082058.