Corno delle Alpi per D’Aquila alla Palazzina

Valeria Pedemonte

Milano Classica, ovvero, l'Orchestra da camera per tutti. La musica da camera spaventa da sempre il neofita il quale - spesso - preferisce sottrarsi a questo genere di musica, sovente, etichettata come «difficile».
Oggi, grazie a Milano Cssica il pubblico va volentieri ad ascoltare i programmi proposti da quest'orchestra, ben sapendo che ogni brano musicale inserito nei programmi ha un suo ben preciso motivo d'essere.
Questa mattina (ore 10.30, replica domani alle 20.30) l'Orchestra da Camera oltre a tre interessanti brani di Mozart, proporrà musiche di Hummel (Sei minuetti per orchestra d'archi) e di D'Aquila (The great Horn oh Helm per corno delle Alpi e orchestra d'archi). Il corno delle Alpi, suonato da uno specialista come Carlo Torlontano, appare anche nella deliziosa Sinfonia Pastorale di Mozart che, con l'Adagio e fuga in do min. e la celebre Serenata n.13 di Mozart (Eine Kleine Nachmusik) completa il programma. L'Orchestra è diretta da Giampaolo Bisanti.
L'Orchestra Milano Classica è nata nel 1993 su iniziativa di alcuni musicisti provenienti dall'Angelicum. Oggi pochi ricordano questa sala di musica, ma è stata una bella istituzione milanese, purtroppo finita. Da allora l'Orchestra da Camera realizza una propria stagione concertistica nella nostra città, da gennaio a giugno, nella Palazzina Liberty di Largo Marinai d'Italia.
Nella scelta dei programmi prevale la musica di Mozart e l'anno mozartiano in corso, la gratifica e offre il pretesto per tracciare molteplici percorsi attorno e sulla figura del grande salisburghese, avvicinando e approfondendo alcuni aspetti sia del suo catalogo sia del contesto in cui visse.
I quindici appuntamenti della stagione vedono la presenza pressoché costante della musica di Mozart.
A se stanti saranno invece gli appuntamenti consecutivi di aprile dedicati in modo monografico a Vivaldi e Bach, capisaldi del secolo precedente al salisburghese. Negli ultimi cinque concerti della stagione verrà dato particolare spazio ai solisti e ai direttori - senza dimenticare Dimitri Sostakovic, di cui ricorre l'anniversario.
«Vorremmo - conclude il direttore artistico, Mario Carbotta - per quanto ci è possibile, soddisfare le esigenze più disparate». E cita una lettere di Mozart del 1781: «Poiché le passioni anche violente non devono mai arrivare sino al disgusto, così pure la musica, che nei momenti più terribili, non deve mai offendere l'orecchio, ma sempre far godere e rimanere sempre musica»