Un coro per Gionata Mingozzi

(...) ma, a me, la partita di mercoledì sera ha fatto venire in mente un altro incontro di Coppa Italia: quello dello scorso anno contro il Torino, che veniva dopo un altro momento difficile e in cui si mise in mostra un ottimo ragazzo, Soddimo. Di Soddimo, poi, si sono perse le tracce, qualche apparizione in panchina e nulla più.
Stavolta, invece, la cosa migliore emersa dalla partita di mercoledì, oltre al risultato, è un ragazzo di nome Gionata. «Gionata chi?», come si sono chiesti i ragazzi della Sud quando lo speaker di Marassi l’ha nominato alla ricerca del boato che rispondesse in coro: «Mingozzi». E non l’ha trovato.
Ecco, «Gionata chi?» è stato - dopo Flachi, autore di una prestazione da 9, dopo quella da 3 di domenica scorsa - il miglior blucerchiato in campo. E ci ha raccontato sostanzialmente una cosa: il futuro di questa Sampdoria sta nei giovani. In Mingozzi, certo, di cui i lettori del Giornale sanno da inizio campionato che è un gran giocatore, perchè cerchiamo di non raccontare sciocchezze ai nostri tifosi. Ma anche in Foti, che in quei pochi minuti di serie A contro il Livorno, ha fatto molto meglio di Colombo. E poi, in Arnulfo, in Calzolaio, in Paolo Castellazzi, nello stesso Soddimo.
Se la campagna acquisti deve essere fatta di Parola, Franceschetti e Polenghi - evidentemente ritenuto semanticamente perfetto per adattarsi alla difesa di burro blucerchiata - allora molto meglio guardarsi in casa. O tornare a Lecce a riprendersi l’ottimo Delvecchio, lasciato superficialmente partire a inizio stagione e ormai regolarmente il migliore in campo nelle file dei salentini. Oggi vederlo giocare dall’altra parte farà particolarmente male.
Se proprio non si vuole spendere, le strade sono due: comprare giocatori buoni con i soldi incassati dalla vendita di chi ha mercato e puntare sui giovani, che Novellino sa motivare come pochi altri. Tenere in campo il Diana di questi tempi con la retorica del «ma è un nazionale» o spacciare Colombo come «un giocatore che finalmente potrà esprimersi al meglio», o dire che «Marchesetti può essere l’uomo del cambio di passo a centrocampo», fa offesa all’intelligenza di chi le dice e di chi le scrive prima ancora che a quella di chi le legge.
Per quanto ci riguarda, ripartiamo da «Gionata chi?». Sapendo che la prossima volta, il boato che risponde «Mingozzi» ci sarà.