Un coro da Londra a Pechino: «Disastro Prodi»

L’agenzia cinese «Xinhua»: «La risposta del nuovo governo è inadeguata»

Gian Battista Bozzo

da Roma

«Il declassamento dell’Italia si sapeva da tre mesi, non è una notizia», sostiene Romano Prodi. Spiace contraddire il presidente del Consiglio, ma il downgrading è la notizia del giorno sui giornali finanziari internazionali - dal Financial Times al Wall Street Journal - ed è finita persino sulle pagine online del Quotidiano del Popolo, a Pechino. Il fiasco prodiano da ieri è diventato globale.
Campeggia il Professore - in foto, titolo e testo - sulla prima pagina rosa-arancio del Financial Times: «La bastonata sul debito si aggiunge ai mal di testa di Prodi», titola il quotidiano della City londinese. E nell’articolo si ricorda che «la legge finanziaria è stata criticata dagli industriali, dalle piccole imprese, dalla Banca d’Italia, dagli economisti favorevoli alle riforme e da molti altri, ai quali adesso si aggiungono Fitch e Standard & Poor’s». Per adesso, aggiunge il Ft, il declassamento avrà un impatto «praticamente nullo» nella capacità dell’Italia di onorare il debito, in quanto membro dell’eurozona; ma «avvicina l’Italia al rating di A- che la Banca centrale europea - ricorda il giornale - pone come soglia per accettare i titoli di Stato come garanzia per le sue operazioni di rifinanziamento».
Ora l’Italia, ricorda a sua volta il Wall Street Journal, rischia di diventare un serio problema per Eurolandia. «La decisione di Fitch e S&P fa tremare la zona euro», titola il quotidiano finanziario newyorchese, ricordando che la retrocessione decisa dalle agenzie di rating fa aumentare le preoccupazioni in Europa per una possibile «destabilizzazione» a causa del deterioramento finanziario di una delle sue principali economie. E resta sempre il rischio, benché «remoto», scrive ancora il Wsj, di un’uscita dell’Italia dalla moneta europea: «Per il Paese sarebbe un disastro», scrive il quotidiano, che ricorda infine come il livello del rating italiano sia adesso il più basso di Eurolandia, Grecia esclusa.
E se BusinessWeek online parla di «downgrade italian style», cioè retrocessione all’italiana, facendo il verso al celebre film «Matrimonio all’italiana», un lungo articolo sull’International Herald Tribune si concentra sulle ripercussioni che questo declassamento potrebbe provocare al nostro Paese, in termini di costo del debito pubblico. Non mancano le critiche alla Finanziaria. «Il bilancio 2007 di Prodi fa poco per tagliare la spesa pubblica - scrive il giornale americano, pubblicato in Europa - e invece si concentra su un aumento delle entrate fiscali e sulla lotta all’evasione».
In Europa, il quotidiano finanziario francese Les Echos riporta la vicenda italiana in prima pagina, parlando del giudizio delle agenzie di rating come di una «vera e propria mina» per Romano Prodi, e sottolineando che potrebbero esservi ripercussioni per la «stretta maggioranza» del premier italiano. Cinco dias, il giornale finanziario spagnolo, ricorda che dopo la decisione di Fitch e Standard & Poor’s, l’Italia è il Paese, «con menos notas de la zona euro despues de Grecia», vale a dire al penultimo posto della classifica europea per i conti pubblici. Incidentalmente la Spagna, che non fa parte del Gruppo dei Sette, detiene il voto più elevato - la «tripla A» - da parte delle tre principali agenzie internazionali.
Sarà dunque una «non notizia», come sostengono Prodi ed Epifani, ma del downgrading si parla molto, e ovunque. Anche a Pechino. Nell’edizione online del Quotidiano del Popolo il titolo è secco e preciso: «Retrocesso il debito dell’Italia». L’agenzia Xinhua riporta i comunicati di Fitch e Standard & Poor’s, sottolineando il passaggio che si riferisce alla «risposta inadeguata del nuovo governo alle sfide strutturali dell’economia e della finanza pubblica italiana». Del nuovo governo, non del vecchio.