Corona arrestato: spacciava soldi falsi

Fa il pieno al distributore e paga con una banconota taroccata: in casa la polizia trova altri 2mila euro contraffatti e una pistola

Si tratterà di «inezie», come dice il suo avvocato, sta di fatto che Fabrizio Corona è tornato in carcere. Motivo? Il «paparazzo» di Vallettopoli («Ma che paparazzo, io non ho mai scattato una foto in vita mia...», precisa lui) aveva un bel po’ di euro falsi. Insomma, questa volta non c’entrano fotografie galeotte o presunti ricatti a vip o vippetti; tutto ruota, invece, attorno a un pieno di benzina pagato con banconote «tarocche»: le stesse di cui Corona ha tentato di sbarazzarsi mentre era inseguito dalla polizia; le stesse che gli agenti hanno poi sequestrato nella sua abitazione milanese.

Ma come si è arrivati all’arresto di Corona, accusato di «detenzione e spendita di denaro falso»? A metterlo nei guai è stata la denuncia di un benzinaio dall’area di servizio di Badia al Pino, nel tratto aretino dell’A1, al quale erano appena stati rifilati 100 euro falsi. Ore 5.30: la Bentley di Corona si ferma davanti alla coloninna della Super, in auto ci sono anche due amici del fotografo (F.F. di Firenze, 23 anni, e B.T. di Udine, 25 anni).

Ecco il racconto del benzinaio: «L’auto si è fermata accanto alla pompa e chi guidava è sceso chiedendo cento euro di benzina. Ma non ha spento il motore. Gli ho detto che doveva spegnere, ma mi ha risposto che non poteva, altrimenti non sarebbe più ripartita. Dopo aver fatto rifornimento, il giovane che era alla guida mi ha dato la banconota da 100 euro. Sfregando con le dita, ho capito che quei soldi erano falsi. Ho chiamato a voce alta, ma la Bentley si è allontanata». A questo punto il benzinaio ha avvertito la Polstrada di Orvieto. Nel giro di pochi minuti l’auto di Corona viene intercettata. Contemporaneamente gli agenti recuperano un sacchetto di plastica contenente 17 banconote (false) da 100 euro buttato dal finestrino durante l’inseguimento e finito nello spazio che divide le carreggiate nord e sud dell’autostrada. Corona e soci cadono dalle nuvole: «Soldi falsi? Non ne sappiamo nulla. Quelle banconote sono il cachet per uno spettacolo in discoteca...». Per i tre scatta la denuncia.

«È in corso un’attività di polizia giudiziaria estesa anche in altre località», sottolinea sibillino il comandante della Polstrada di Terni. Intanto la polizia ispeziona l’appartamento milanese di Corona, sequestrando altri 2mila euro falsi e una pistola. La denuncia si trasforma in arresto. Gli avvocati del marito di Nina Moric (tra i due pare sia riesploso l’amore) sono ottimisti: «È tutto spiegabile. In ogni caso si tratta di inezie, piccole cose che non creano nessun allarme. Non a caso Fabrizio Corona continua a mostrarsi tranquillo e sereno».