Corona «depresso» Ora è nel mirino di altre tre Procure

nostri inviati a Potenza

Dall’ottimismo alla delusione. Fabrizio Corona, ieri mattina, entrando in aula per il riesame cullava la speranza di celebrare in libertà, oggi, il suo 33esimo compleanno. Ma niente o quasi è andato secondo le sue previsioni. E i guai sono piovuti, più che dall’udienza fiume di Potenza, iniziata in mattinata e conclusa alle 17, dalle procure di Roma (presunta estorsione ai danni di Totti), Milano (Coco e Gilardino) e Torino (Trezeguet), oltre che dalla Svizzera, dove sono state sequestrate foto e un milione di franchi da tre cassette di sicurezza e un conto corrente riferibili al fotoreporter. Sono infatti le ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dai gip della capitale e del capoluogo lombardo e quella chiesta da Torino ad aver avvilito le aspettative dell'unico indagato di Vallettopoli dietro le sbarre.
Corona è stato raggiunto dal provvedimento romano (relativo al fotoricatto a Francesco Totti) quando era ancora in corso l'udienza del riesame, aperta con spirito battagliero dal titolare dell'agenzia fotografica ritenuta epicentro di una rete di estorsioni. Il marito di Nina Moric, infatti, aveva esordito proprio scagionando la moglie («Leggo che anche lei è coinvolta, che è indagata, ma non c'entra nulla con questa storia», ha detto) per poi leggere, spesso interrompendosi per aggiungere commenti, le venti fitte pagine di memoriale scritte in carcere. Un documento con il quale il giovane protagonista dell'inchiesta di Woodcock ha respinto con fermezza le accuse di sfruttamento della prostituzione, mentre quanto ai fotoricatti Corona ha confutato il teorema accusatorio sostenendo che gli episodi contestati non fossero configurabili come estorsioni. Una linea difensiva accompagnata da osservazioni caustiche contro chi «si erge oggi a censore». E rinforzata dal suo legale, Strano Tagliareni, che rimarcava soprattutto come dai presunti ricatti Corona avrebbe ricavato circa 100mila euro, quando la sua agenzia negli ultimi due anni ha avuto guadagni per 10 milioni di euro. Insomma, i «ritiri» (che peraltro spesso, ha osservato il legale del fotografo, venivano richiesti direttamente dai soggetti immortalati negli scatti, e non «proposti» alle presunte vittime da Corona) rappresenterebbero solo l'1% dei guadagni del titolare dell’agenzia. Ma se il Riesame è stato «soddisfacente» secondo i legali (stasera l’esito) le brutte notizie sono arrivate come si diceva dalle tranche dell’inchiesta partite per altri lidi.
Dopo che a Roma il gip Tommaso Picazio, su richiesta del sostituto procuratore Vincenzo Barba, aveva chiesto il suo arresto per il famoso episodio della tentata estorsione a Totti (il bacio con la Vento), in serata ecco il bis: anche a Milano il gip Giulia Turri accoglie la richiesta del pm Frank Di Maio relativa a tre episodi, due estorsioni ai danni di Francesco Coco e Alberto Gilardino (scatti rubati davanti alla discoteca Hollywood), una tentata contro l'imprenditore Gianluca Vacchi, pizzicato dagli obiettivi della Corona's a Porto Cervo.