Corona, fotoricatti ai vip: la pena ridotta in appello E lui esulta per sbaglio

I giudici della Corte d'appello di Milano hanno assolto Corona per i casi di ricatto nei confronti di Coco e Melandri. In primo grado Corona era stato condannato a tre anni e 8 mesi di reclusione

Milano - I giudici della terza Corte d’appello di Milano hanno condannato a 1 anno e 5 mesi di reclusione Fabrizio Corona nel processo sui fotoricatti ai danni di alcuni vip. In primo grado era stato condannato a 3 anni e 8 mesi. I giudici hanno assolto Corona per due degli episodi per i quali era accusato di estorsione e tentata estorsione.

Assolto per Coco e Melandri Corona era imputato per estorsione e tentata estorsione. In particolare, i giudici, riducendo la pena di oltre la metà rispetto al primo grado, lo hanno assolto per un capo d’imputazione che riguardava una presunta estorsione ai danni del calciatore Francesco Coco, dal quale, secondo l'accusa, Corona si sarebbe fatto consegnare 6 mila euro per ritirare dal mercato del gossip foto che lo ritraevano fuori da una discoteca. Il fotografo dei vip è stato assolto anche dalla tentata estorsione ai danni del motociclista Marco Melandri. Corona è stato condannato per due episodi: una tentata estorsione ai danni sempre di Francesco Coco, in relazione ad altre fotografie che lo ritraevano in compagnia di amici a torso nudo e per una tentata estorsione ai danni dell’ex attaccante dell’Inter Adriano, in merito a fotografie scattate ad una sua festa privata. La condanna in primo grado a 3 anni e 8 mesi era stata emessa nel dicembre del 2009, a seguito dell’inchiesta coordinata dal pm di Milano, Frank Di Maio. Anche in primo grado i giudici avevano assolto Corona da tre episodi di tentata estorsione ai danni di Lapo Elkann, del calciatore Alberto Gilardino e dell’imprenditore Gianluca Vacchi. Con la sentenza di oggi, dunque, ’restano in piedì soltanto due episodi. Il sostituto pg Carmen Manfredda aveva chiesto invece la conferma della condanna di primo grado. 

Corona: "Non sono contento per un c..." Corona si distingue sempre per la sua particolare aplomb. Anche in tribunale. "Non sono contento per un c....". Così ha risposto Fabrizio Corona ai cronisti che gli chiedevano un commento alla sentenza d’appello. "Ho esultato troppo presto", ha spiegato Corona riferendosi al fatto che mentre i giudici leggevano la sentenza che lo ha assolto da alcuni capi di imputazione, il fotografo dei vip ha sbattuto i pugni sul tavolo in segno di soddisfazione.  Fuori dall’aula, con i cronisti che gli chiedevano insistentemente un commento, a un certo punto Corona si è reso conto che non si trattava di un’assoluzione piena e ha ribadito più volte di voler parlare prima con il suo avvocato, Giuseppe Lucibello, per capire la sentenza. Infine, quando il legale gli ha spiegato com’era stata riformata la sentenza di primo grado, Corona è sbottato: "Certo tutti mi dicono di essere contento, ma non sono contento per un c... Alla giustizia non ci credo. Bisogna combattere per la propria innocenza ed è soloa quello che bisogna credere. Il caso di Adriano è scandaloso, non sta né in cielo, né in terra. Tutto quello che è stato dichiarato è falso e lo avevamo dimostrato". Corona ha poi ricordato come, "dopo 95 giorni di carcere" nel 2007, quando era stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta, il pubblico ministero Frank Di Maio gli avesse proposto di patteggiare la pena. «Mi ha detto che avrei potuto patteggiare un anno ed evitarmene cinque di inferno. Ma se uno è convinto di essere innovente non importa, lotta fino alla fine per la sua innocenza". Corona ha poi ripetuto: "Ho esultato troppo presto, ero convinto di essere assolto. Ripeto, è una presa per il culo. Questa sentenza dimostra che Corona non si può assolvere in appello, ma solo in Cassazione".