Corona non parlerà più con i pm di Potenza Vuole trasferire il processo


«Per noi il processo deve essere riunito, e risponderemo ai giudici competenti, perché Fabrizio Corona non ha nulla da nascondere e non ha commesso reati. Comincia il girone di ritorno di questa vicenda».
Le parole di Francesco Strano Tagliareni, legale del titolare della Corona's, arrivano al termine dell'interrogatorio in carcere del fotografo con il pm romano Vincenzo Barba. E tradiscono l'avvio di una strategia difensiva più d'attacco. Si ribadisce che quei «ritiri» non erano estorsioni, e soprattutto si punta a sradicare del tutto l'inchiesta dalla procura lucana per unificarla altrove. Tanto che nemmeno l'ultimo ordine di arresto arrivato ieri da Torino per il paparazzo (relativo al caso Trezeguet, che avrebbe pagato 20mila euro per ritirare una foto che lo ritraeva con una ragazza), dopo quelli piovuti da Roma e Milano, sembra una notizia destabilizzante. «Corona - spiega il legale - ha risposto alle domande del pm di Roma, lo farà con quelli di Milano e Torino. Ma non lo farà se a interrogarlo sarà il gip di Potenza». La cui competenza, dunque, non è più riconosciuta dal collegio di difesa del marito di Nina Moric. Effetto dell'esito del riesame anche se gli avvocati annunciano ricorso in Cassazione contro il provvedimento. Primo atto del «nuovo corso», il lungo faccia a faccia tra il pm Barba e il fotografo, che ha risposto alle domande difendendosi dall'accusa di aver organizzato l'estorsione ai danni di Totti. Corona ha negato di aver estorto 50mila euro al calciatore per non far pubblicare un'intervista preparata a tavolino in cui la soubrette Flavia Vento (indagata per la vicenda) parlava della presunta love story col capitano giallorosso.
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