Corona sarà Tony Montana nello «Scarface» in salsa veneta

Venezia Fabrizio Corona con (almeno così si dice) Paris Hilton. Sarà questa l’inedita coppia glamour che impersonerà Tony ed Elvira nel remake di Scarface di Brian De Palma. Dopo Scarface (1932) di Howard Hawks e quello celeberrimo del 1983 con Al Pacino e Michelle Pfeiffer, è infatti in lavorazione Scarface 2010, l’attesissimo remake made in Italy che vedrà nel ruolo dello sfregiato protagonista nientemeno che il controverso ex paparazzo Fabrizio Corona.
L’intuizione di questo remake è del veneziano Massimo Emilio Gobbi, imprenditore-regista di Kamorrah Days, film indipendente presentato con grande clamore un anno fa alla Mostra del Cinema di Venezia grazie anche alla presenza di Noemi Letizia, la giovane che scosse la politica italiana di quell’estate.
Gobbi, ha trovato ispirazione per la sceneggiatura a Villa Braida di Mogliano, vicino a Treviso, il sontuoso buen retiro dove prepara il film che sarà distribuito nel 2011 nelle sale cinematografiche di quaranta paesi del mondo. Dopo una lunga trattativa si è assicurato la presenza di Fabrizio Corona nel ruolo che fu di Al Pacino: «Il resto del cast sarà composto da Franklin Santana (già noto al pubblico televisivo per la partecipazione alla Talpa e La squadra) nel ruolo di Manny e dell’ex bandito sardo Graziano Mesina.
Sono in corso trattative per i due ruoli chiave femminili: «Probabile la presenza di Paris Hilton nel ruolo che fu di Michelle Pfeiffer e quasi fatta perla pornostar Brigitta Bulgari in quello della sorella di Tony Montana». Come ogni buon remake la trama richiama quella del film di De Palma rivisitato in chiave moderna. Gobbi anticipa: «Il Tony Montana del terzo millennio preferirà la manipolazione di celle embrionali piuttosto che il narcotraffico, inoltre la sua gang sarà italoamericana e non cubana».
Scarface 2010, le cui riprese sono iniziate a fine giugno, avrà location tra la costa veneziana, Milano, Miami e New York e si avvale della collaborazione di alcuni stuntmen tra i migliori d'Europa (oltre centocinquanta tra paracadutisti, sommozzatori, piloti di elicottero, stunt-driver, fire-stunt) con l’intento di far rinascere in Italia il genere «action». Come il precedente Kamorrah Days a Gobbi va dato merito di essere una mosca bianca nel panorama cinematografico italiano abituato alle sovvenzioni statali. Il budget di quasi 2 milioni di euro è infatti totalmente a carico di privati essendo stanziato dalla Visconti Association.
«Sono partito dal basso - dice Gobbi ricordando l’insegnamento del nonno macellaio e il papà albergatore - ma lavorando giorno per giorno con passione e ossessione ho sempre raggiunto ciò che mi prefiggevo".
Fin tanto da seguire le orme del suo regista di riferimento Francis Ford Coppola che all’epoca di Apocalypse Now ebbe il coraggio di indebitarsi fino al collo pur di produrre e dirigere l’opera in cui credeva strenuamente.
Rievocare il mito di Scarface con Fabrizio Corona e Paris Hilton, due dei personaggi più in ascesa dei ultimi anni, sarebbe per il regista veneto l’ennesima scommessa vinta.