A Coronata manca il personale ma la pulizia regna tra le tombe

Una delle poche strutture aperte tutti i giorni, dove i parenti apprezzano il lavoro degli addetti

Cimitero di Coronata in via Monte Guano. Non lontano da Cornigliano, salendo su per la collina tra i cipressi spunta il camposanto. Alcuni negozi di marmo e fiori indicano che non è lontano. Una stradina stretta porta dritta davanti al cancello principale aperto tutti i giorni dalle 7.30 alle 17 e la domenica dalle 7.45 alle 13. Insomma uno dei quindici cimiteri aperti l'intera settimana. E non è poco considerato che, nelle altre silenziose necropoli, i parenti dei defunti si accaniscono con gli uffici del Comune per ottenere orari più elastici. Discreto nel suo angolo di montagna, il cimitero di Coronata si difende bene dall'incuria e dall'abbandono. Anche se non mancano alcune tombe rotte, cespugli di erba incolta e le crepe nei muri perimetrali. E a confermarlo sono alcune signore, che quasi ogni giorno visitano il cimitero: «Bisognerebbe prestare maggiore attenzione all'aspetto di alcune aree, ma sono talmente pochi gli addetti ai lavori, che fanno fin troppo. È evidente che il cimitero è vecchio, avrebbe bisogno di qualche ritocco in più, ma pazienza. Alla fine poi grandi cose da denunciare non ci sono». E in effetti non manca proprio nulla a questo luogo di sepoltura scelto dagli abitanti della zona, post mortem. All'ingresso subito dopo gli uffici del custode ci sono le tombe di famiglia; le edicole (o cappelle) inserite nella parte perimetrale; c'è la galleria con i colombari (loculi); passata la galleria all'esterno ci sono gli ossari (una parte vecchia e una più recente). Ci sono i campi comuni e salendo la rampa c'è l'ossario dei caduti della seconda guerra mondiale. E al piano primo, secondo e terzo la storia si ripete con i campi comuni (dove le salme restano sepolte dieci anni), i campi trentennali (restano trent'anni), le tombe di famiglia, le cappelle, gli ossari, i cinerari, un campo fanciulli, la cripta e la chiesa dove viene celebrata messa una volta al mese. Non mancano poi i servizi igienici, gli spogliatoi per il personale, le fontane, le scale, le scope e i rastrelli. Eppure c'è qualcuno che è davvero arrabbiato. Basta scendere dalla stradina verso la fermata dell'autobus (il 62) per rendersi ulteriormente conto, che poi alla fine non tutto fila liscio come l'olio. «Non interessa quanto impopolare possa essere la mia opinione - spiega Antonio, residente sulla collina di Coronata -, ma questo cimitero ha bisogno di maggiori cure e di più attenzione. Le strutture sono vecchie, danno segni di cedimento in alcune parti, e nessuno sembra accorgersene. È vero, è pulito ma il resto lascia a desiderare. Basterebbe una maggiore manutenzione per rendere le cose migliori. Il Comune conosce i limiti di questo cimitero, anche perché non sono mai mancate le proteste da parte di alcuni di noi. Ma sembra non volere interessare a nessuno. L'unica cosa che riescono a dire, è che manca il personale. Forse sarebbe il caso che qualcuno dell'amministrazione comunale si ricordasse che questo è un luogo sacro.La mancanza di fondi e di personale è una giustificazione che oramai ha stancato tutti».