Corre Impregilo, debole Generali

I bancari recuperano terreno

Seduta controcorrente per Piazza Affari rispetto ai principali listini del Vecchio Continente. Il Mibtel ha chiuso con un rialzo dello 0,58% a 25.656 punti e lo S&P/Mib dello 0,66% a 33.278 punti. Scambi non particolarmente intensi, per un controvalore di circa 6,78 miliardi di euro. Segno positivo nel comparto delle utility per A2A (+2,9%) e Impregilo (+2%) per via della questione rifiuti e in particolare del termovalorizzatore di Acerra. Nel settore bene Hera (+1,87%), invariata Iride e poco mossa Enia (+0,16%) in vista della firma della lettera d’intenti per convolare a nozze. In rialzo i principali istituti di credito ad eccezione di Mediobanca (-1,2%). Sono salite UniCredit (+2,3%) e Bpm (+2,3%), inseguite da Intesa Sanpaolo (+0,65%). Positivi anche il Banco Popolare (+2,95%) e Ubi Banca (+0,50%). Deboli poi gli assicurativi con Generali (-1%), Alleanza (-2,3%) e Unipol (-2,1%), nel giorno della reintegrazione del direttore generale Carlo Cimbri. In calo anche Cattolica (-2%) che ha smentito l’ipotesi di cambio al vertice indicata da alcuni organi di stampa. Realizzi su Atlantia (-0,79%) dopo la corsa della seduta precedente in vista dell’approvazione alla Camera della convenzione con l’Anas. Sottotono, a causa dell’andamento del mercato, Fiat (-0,76%). In Europa, male a Londra Lse (-4,8%), seguita da Imperial Tobacco (-4,2%) e Vedanta (-3%). Tracollo a Parigi di Air France (-10,2%) dopo la trimestrale. A Francoforte lettera su Deutsche Boerse (-3,9%), Allianz (-3,6%), Lufthansa (-2,2%). Il calo dei sussidi di disoccupazione ha aiutato infine New York a risalire (+0,30% il Dow Jones, +0,63% il Nasdaq a un’ora dalla chiusura) dopo due sedute di ribassi.