«Correggere bilancio opaco e deficit alto»

«La manovra-bis: giudicheremo quando ci saranno le cifre»

da Roma

«Lo sforzo di aggiustamento dei conti pubblici dell’Italia dovrà essere un po’ superiore a quanto previsto inizialmente: il nuovo governo è consapevole che una correzione è condizione necessaria per riprendere la fase di crescita economica». Da Strasburgo, Joaquin Almunia conferma che la situazione della finanza pubblica italiana si è evoluta «in modo negativo» da gennaio, e «tutti ne sono consapevoli». Gli sforzi di aggiustamento rispetto alla deliberazione Ecofin del luglio 2005 dovranno dunque essere «un po’ più intensi», osserva il commissario Ue agli Affari economici.
Nel Rapporto 2006 sulle finanze pubbliche nell’Unione monetaria, reso noto ieri, la Comissione europea conferma tuttavia per l’Italia la stima di un deficit del 4,1% a fine anno, cioè al minimo della «forchetta» prevista dalla commissione Faini. Per il 2007, sempre a legislazione invariata, il disavanzo è stimato nel 4,5%. La raccomandazione dell’Ecofin ha dato al nostro Paese tempo sino alla fine del 2007 per riportare il disavanzo entro il limite del 3% del Pil. «Il ministro Padoa-Schioppa - aggiunge Almunia - ci ha annunciato che sarà fatta una manovra-bis contestualmente alla presentazione del Dpef: valuteremo le misure e i dati del Dpef quando saranno resi noti, tra fine giugno e l’inizio di luglio». Manovra-bis e Dpef saranno presentato da Padoa-Schioppa alle riunioni Eurogruppo ed Ecofin del 10 e 11 luglio prossimi. La Commissione invita tutti i Paesi europei a rendere più stringenti i tagli di spesa ed il controllo delle finanze pubbliche nel momento in cui l’economia reale sta migliorando.
Il documento rileva inoltre la «scarsa trasparenza» del bilancio pubblico italiano, che in alcune parti appare addirittura «opaco e legalistico», tanto da non permettere un esame immediato delle operazioni finanziarie secondo le regole contabili europee. Il quadro delle finanze pubbliche italiane non è chiaro e completo. E lo stesso Dpef indica gli obiettivi di deficit e di debito, ma non ne quantifica i componenti. Si tratta di rilievi, precisa Almunia, che non riguardano il governo attuale. Fonti del Tesoro, in proposito, commentano che la due diligence sui conti pubblici è stato il primo passo verso il superamento della situazione lamentata dall’Ue, «che abbiamo ereditato».
Quanto alle misure della manovra, interventi sull’Iva per 2,5-3 miliardi di euro sono allo studio del viceministro dell’Economia Vincenzo Visco, mentre si cerca la copertura alla riduzione del cuneo fiscale. E oggi, alla commissioni Bilancio di Camera e Senato, Padoa-Schioppa illustrerà i risultati della verifica sui conti condotta dalla commissione Faini.