«Correva come un pazzo tutti i giorni faceva così»

Il ventenne che avrebbe provocato l’incidente era già stato fermato

(...) Perrini. Un’auto ben conosciuta nella zona in un’area che confina con il nuovo centro commerciale sulla Roma Fiumicino e via della Muratella, Maccarese. «Correva sempre come un pazzo, ogni mattina il suo sport preferito era quello di superare, contromano, le macchine che si trovava davanti», ricordano gli abitanti delle case che si affacciano su via Idra. «Giorni fa lo abbiamo rincorso - continuano, qualcuno è riuscito a fermarlo affrontandolo a muso duro. Ma lui niente». Sono le 7,45 quando la Stilo sfreccia su via Geminiano Montanari verso Roma. A bordo, oltre a Simone, il fratello Manuel di 25 anni. Le analisi tossicologiche in ospedale escludono poi stati di ebbrezza o altro. A un certo punto la Fiat incrocia un pick-up Mitsubishi guidato da un uomo. Le due macchine si scontrano frontalmente, faro anteriore sinistro contro faro anteriore sinistro. La Stilo sbanda per centinaia di metri, centra un cassonetto della spazzatura e finisce la corsa contro una Fiat 600 guidata da un uomo, Enrico, 47 anni, che sopraggiunge in senso opposto. Proprio all’incrocio con via Idra, tappezzato con i resti di altri incidenti. Il furgone, invece, carambola contro una Volkswagen Golf che viaggia nella stessa direzione della Stilo. Alla guida un 21enne, Alessandro Cresta. La Golf, centrata in pieno muso, si schianta prima contro una Mercedes ferma sul lato opposto, poi colpisce in pieno un gruppetto di persone in piedi ai margini della carreggiata. Infine sfonda una Toyota Yaris parcheggiata mandandola nel fossato. A terra, prive di vita, Rotzica Ciobanu, 32 anni romena, le figlie Bianca e Joana, di 7 e 14 anni, agonizzanti Marzia Micarelli, 36 anni e la figlia Gaia, 11 anni. Marzia morirà subito dopo il trasporto all’Aurelia Hospital. Infine l’ultima vittima, Jessica Merlini, 13 anni, anche lei in attesa del bus per andare a scuola.
La Stilo colpisce anche due pedoni, Angela e Cristiana, 42 e 9 anni: in cammino verso la fermata dell’autobus. Sul posto ben 11 ambulanze del 118 e un elicottero con il medico a bordo. I feriti vengono smistati tra il San Camillo, l’Aurelia Hospital, il Cto della Garbatella e il Grassi di Ostia. In gravi condizioni Gaia, codice «rosso» anche per Simone e altri due feriti. Meno grave il bollettino medico per gli altri. Una dinamica complessa, che impegna per ore gli inquirenti. Dai primi accertamenti risulta che Ciobanu lascia la Mercedes, fa scendere le figlie e, assieme, attraversano la strada per attendere il bus. Scendono da una Yaris, ma a qualche metro di distanza, oltre il punto dell’impatto, Marzia con la figlia Gaia. Non sanno che a distanza di pochi minuti un’auto impazzita si scaraventerà su di loro. «Non c’è segno di frenata - sottolinea Roberto Campisi, comandante provinciale della polizia stradale - e le vittime erano tutte a terra, a piedi». Disperati i parenti. Come Giuseppe, marito di Marzia e padre di Gaia, operata d’urgenza alla milza. «Stamattina abbiamo fatto colazione insieme - racconta Franco, il padre di Marzia - il fratello gemello di Gaia, Yuri, diceva di avere la febbre ma in realtà non aveva voglia di andare a scuola. Per fortuna è rimasto a casa». Urla di dolore anche per Ionel, marito di Roszica e papà di Bianca e Joana.