«Corriamo il rischio della popolarità»

Il Mediterraneo raccontato all’Italia dal punto di vista della Puglia. Esce venerdì il nuovo album dei Radiodervish, prodotto da Franco Battiato. La band di Bari oggi alle 18 in Galleria Alberto Sordi presenterà il disco dal vivo alla Feltrinelli. L’immagine di te è il nuovo passo di un percorso artistico interessante, fatto di ricerca e fusione di culture ma che, col prezioso contributo di Battiato, si presenta al pubblico in una veste più pop. «Ci sentiamo in continuità con il nostro lavoro precedente - spiegano Nabil Salameh e Michele Lobaccaro, anime della band -, anche se abbiamo scelto un linguaggio più comprensibile. Il maestro Battiato ci ha aiutato a scegliere i suoni e a rendere più efficace la stesura dei brani. Ora corriamo il “rischio” di essere apprezzati da un pubblico sempre più ampio». Con il nuovo lavoro i Radiodervish danno voce a un’Italia multietnica, frontiera tra Europa e Mediterraneo. Canzoni che parlano d’amore e di vita, costruite su melodie affascinanti e arrangiamenti che spaziano dai ritmi della disco music al Battiato pop dei primi anni Ottanta, dall’onda araba del raï alle tastierine giocattolo dell’elettronica povera. «In Italia - continuano i Radiodervish - si sta creando un’identità culturale che può competere con quella anglosassone. I bambini di tutte le etnie che oggi affollano le scuole un giorno faranno musica con elementi simili alla nostra esperienza». Se la cura di Franco Battiato risulta evidente sopratutto in alcune tracce (Tutto quel che ho), è notevole anche il contributo di altri ospiti prestigiosi: Caparezza stravolge a modo suo Babel («un pezzo costruito insieme a lui, fin dalla prima stesura»), mentre Alessia Tondo in Yara canta in griko, il linguaggio delle enclave di origine greca del Salento. Al disco hanno lavorato anche Alessandro Pipino (tastiere), Anila Bodini (violino) e Antonio Marra (batteria). Il coproduttore Pino «Pinaxa» Pischetola ha curato programmazione dei suoni e missaggio.