Alla corrida dell’Olimpico Mourinho vede rosso

Molti ammoniti, due espulsi, testate, gomitate, provocazioni: se questo è il nostro «clasico»... E alla fine non cambia nulla

Partita sporca, molti ammoniti, due espulsi, di analoga lingua, Mourinho e Melo, una testata non vista di Chivu a Sissoko, Buffon che insegue Thiago Motta, un altro brasilero con la lingua lunga, risse, gomitate, provocazioni, poco gioco di qualità, tre gol, il solito polverone acido che accompagna questa partita ormai da tempo nonostante gli appelli a tenere i toni bassi. Poi provvedono ad alzarli i calciatori e l’allenatore che viene da Setubal. Ha vinto la Juventus, riducendo a 5 i punti di distacco e facendo un favore al Milan che aveva umiliato la Sampdoria. Non cambia molto. La Juventus ha ritrovato energie e soprattutto un centrocampista di razza come Marchisio, l’Inter si è un po’ adagiata, sugli otto punti di vantaggio in classifica, per giocare a passo ridotto, perdendo l’autorità e la sicurezza che spiegano la sua superiorità indiscutibile in campionato e che non può essere certo ridimensionata dal risultato di ieri sera. L’autogol di Lucio ha fatto credere alla Juventus di poter andare via sciolta nel primo tempo ma il pareggio di Eto’o ha riportato il film nelle giuste sequenze. Del Piero e Diego non hanno risposto alla attese ma la squadra di Ferrara ha trovato i tre punti con un supergol di Marchisio e una prova maiuscola di Caceres. Mourinho ha assistito nervosamente a bordo campo all’arrembaggio dei suoi più che a un gioco ragionato e rapido di idee. Saccani, l’arbitro, ha provato a gestire il saloon finale ma a questo punto sono i calciatori che dovrebbero assumersi le responsabilità e non scaricare puntualmente sul direttore di gara errori e omissioni. Ci saranno ancora scorie, per i rigori non concessi (su Milito, due, su Sissoko in avvio) sulle mancate espulsioni, ma da domani si parla e si scrive di champions. Rispetto a Barcellona-Real Madrid della scorsa domenica questo nostro «clasico» ci mette un po’ di vergogna. Comunque il campionato è riaperto, così sperano quelli che inseguono. Ad Appiano se la ridono.