La corrida di Ronaldinho

da Barcellona

L’importante è non avere il superiority complex. Frank Rijkaard lo ha detto in ogni modo ai suoi giocatori. È la ricetta per portare il Barcellona alla semifinale di Champions. «Davanti al Benfica non dobbiamo sentirci superiori. Ma è vero che teniamo tutto nelle nostre mani». Il popolo blaugrana sarà un oceano, quello benfichista un’isoletta di cinquemila persone, qualcuno arrivato da Lisbona perfino in bicicletta. Non ci sarà Leo Messi, l’ultimo maradonino, infortunato un mese fa contro il Chelsea: sperava di tornare a dar man forte (servono gol) proprio in questo quarto di ritorno. Non ci sarà. Si ripartirà dallo 0-0 di Lisbona e per il Barcellona sarà un cruccio mica male, nonostante le rassicuranti presenze di Ronaldinho ed Eto’o. La squadra fatica a segnare: un gol (e su rigore) nelle ultime tre partite. I giocatori non ci prendono neppure in allenamento. Per esempio quello di lunedì: 95 tiri in porta, solo 16 reti, una media (16,33 per cento) da far venire la depressione. Ronaldinho con appena il 20 per cento di realizzazioni, Larsson (destinato a star fuori per lasciar posto a Giuly) con la miglior media: 50 per cento. Duello nel duello la sfida tutta olandese fra gli uomini di panchina: Frank Rijkaard contro Ronald Koeman, nessuno dei due è mai approdato da tecnico ad una semifinale di Champions. In Spagna c’è uno sciopero della tv, ma l’Uefa garantirà le riprese con mezzi propri. Per l’Italia, diretta su Sky calcio 10 alle 20.45