Ma al Corriere leggono il Corriere?

Non solo hanno taciuto il nome di Silvio Sircana. Non solo hanno messo in dubbio l’esistenza delle foto che documentano un incontro ravvicinato del terzo tipo fra il portavoce del governo e un transessuale. Ora, a distanza di molti giorni dall’inizio dello scandalo, quella che un tempo veniva pomposamente chiamata «la grande stampa» continua a dimostrare la propria piccineria negando persino l’evidenza. È il caso del Corriere della Sera, che ieri a pagina 10 ospitava una tranquillizzante cronachetta su Romano Prodi a spasso per Roma accompagnato da Sircana e famiglia (o viceversa), con tanto di sosta in un bar vicino al Pantheon per gustarvi un caffè a beneficio dei fotoreporter. Scriveva Francesco Alberti a margine dell’allegra passeggiata: «È innegabile che, al di là dell’esistenza o meno delle famigerate foto che riprenderebbero Sircana con il trans (il paparazzo Scarfone ha negato di averle scattate, il Giornale sostiene di averle), attorno alla vicenda si respira un’atmosfera sospesa, d’incertezza (...). È infatti opinione di molti che, se davvero queste foto esistono, difficilmente resteranno a lungo in un cassetto».
Esistenza o meno... Che riprenderebbero... Il Giornale sostiene... Se davvero queste foto esistono... Ma Francesco Alberti, così esperto nell’uso del condizionale, non potrebbe leggere almeno il quotidiano per cui lavora? Magari anche solo la pagina accanto a quella che ospitava il suo maldestro servizio. Titolo a pagina 11: «Il direttore di “Oggi”: ho le foto, non le pubblico». Insomma, è lo stesso Corriere, sia pure con colpevole ritardo, a confermare che le foto di Sircana esistono. Con l’aggravante che il settimanale Oggi è pubblicato da una casa editrice che si chiama Rcs, acronimo di Rizzoli Corriere della Sera. Che è poi la stessa che pubblica il Corriere. Qualcuno avvisi Alberti. E qualcun altro spieghi perché quelle foto, comprate da Oggi a metà novembre 2006, giacciono da quattro mesi nel cassetto di cui ancora ieri favoleggiava l’ineffabile cronista del Corriere cugino.