Corriere della Loggia

Ogni tanto arriva il Corriere della Sera e assume il ruolo che fu dell’agenzia Ansa: stampigliare un timbro di ufficialità sopra fatti che per moltissimi erano già palesi. Nel caso, ha praticamente annunciato il cattivo tempo quando piove già da tre giorni: gli altri sopravanzano e litigano, il terzista gode. Ieri ha pubblicato un editoriale contro «l’ipocrisia della cocaina» dopo che il bravo editoriale contro «l’ipocrisia della cocaina» l’avevano già scritto tutti, e dopo che la somma di questi editoriali aveva già prefigurato (indovinate) una rinnovata ipocrisia sulla cocaina. Ora ci sarebbe da prendere il suo articolo e demolirlo passo per passo, ma sarebbe, anche questo, un giornalismo che al massimo renderebbe palese solo l’imbarazzo del Corriere circa l’argomento (comprensibile) e a ruota la tronfia incompetenza espressa sul tema da Ernesto Galli della Loggia, un signore che è rimasto agli anni Ottanta ossia alla cocaina «droga dei ricchi», retaggio di una «ipocrisia classista» con al massimo «mezzo milione» di consumatori, quando invece, scrive, «le casalinghe di Voghera, gli impiegati romani e i contadini pugliesi sono molti di più». Ah be’. Mezzo milione sono pochi. E sono tutti ricchi. Un solo consiglio: s’informi. Legga per esempio «Un buco nell'anima» scritto per Mondadori, poi ristampato per Scheiwiller, dal bravo e competente Guido Vergani che purtroppo non può confermare.