Corritore in campo per le comunali

Mettersi in fila al banchetto della Rosa nel pugno in piazza San Babila è stato inutile. La raccolta di firme per la presentazione della lista delle politiche è stata infatti rinviata. Motivo? Si sta definendo qualche new entry per la circoscrizione di Milano 1 alla Camera. Rifiniture in zona Cesarini «per un problema di abbondanza» chiosa Sergio Fumagalli, segretario regionale Sdi, mentre i testimonial annunciati danno forfait.
Appuntamento dunque rinviato per la raccolta delle ottomila firme necessarie che la neonata formazione deve raccogliere entro il 6 marzo. Firme che già, si sa, consentiranno all’ex presidente della Regione Emilia, il diesse Lanfranco Turci, di candidarsi a Milano e con lui anche a Emma Bonino, Enrico Boselli, Daniele Capezzone, Roberto Villetti e Giulio Cossu, direttore dell’istituto di ricerca sulle cellule staminali del San Raffaele. E sempre a Milano ma al Comune spunta la candidatura di Roberto Biscardini, presidente milanese dello Sdi, e s’affaccerebbe pure quella di Davide Corritore, l’ex consigliere economico del governo D’Alema, che alle primarie dell’Unione ha conquistato il 3,28 dei consensi. Scelta, quest’ultima, che la dice lunga sull’effettiva volontà dell’aspirante sindaco Bruno Ferrante di aprirsi ai suoi ex competitor.
Prova, secondo i vertici della Rosa nel pugno, di quell’«interesse verso il nostro raggruppamento che è il fatto nuovo di queste elezioni, dove l’assurdo è che si debba raccogliere le firme al pari delle liste civetta». Valutazione di chi, nel giro di nemmeno mezz’ora, su un foglio protocollo ha già qualcosa come cinquanta nomi e cognomi, «intenzioni di sottoscrizione da confermare quando ci sarà la lista». Dettaglio di non poco conto.