Corrono con la testa nei sacchi

S e non si fosse aggiunta la tensione per il pauroso incidente di Kubica, che ha profondamente rattristato la Bmw, nel giorno del suo splendido risultato con Heidfeld, la serie dei commenti negativi, su protagonisti come Alonso, Massa o Raikkonen avrebbe toccato toni infuocati. Per di più in un Gp del Canada veramente grottesco. Non si capisce come in tutti questi anni, contro gli accanimenti peggiori contro Imola o Francorchamps, non sia mai stato mosso un dito per risolvere i gravi problemi di sicurezza dell'angusta pista di Notre Dame. Sempre due pesi e due misure.
Né si comprende come i Soloni della Fia non si siano ancora accorti dell'inadeguatezza delle nuove regole sulla «Safety car»: ci volevano quattro interventi, per far comprendere a tutti l'assurdità delle ultime trovate. Che male fa un rifornimento in clima di neutralizzazione? A Indianapolis lo fanno da anni. Da noi, si insiste sull'esigenza pubblicitario-televisiva del «pit-stop», ma non si concilia l'operazione con l'equità nella competizione. Ed è dall'anno di Montoya che si gioca con il semaforo rosso, senza mettere nemmeno un commissario all'uscita. Ma dove siamo? Bene, questa volta ne ha fatto le spese la Ferrari, con un Massa che peggio di così non poteva correre. Per non dire di Raikkonen (i due eroi hanno finito anche per toccarsi in partenza), scialbo e insignificante, insidiato perfino da Sato, fra errori e umiliazioni d'ogni genere. E questi sarebbero dei campioni!
E dov'erano i buoni assetti da gara? Mentre il giovane esordiente caraibico ha potuto filarsela tranquillamente. Con le nuove regole sfuggite anche ai grandi direttori di Alonso, di Rosberg o di Fisichella, queste sono diventate le corse con le teste nei sacchi... Ai miei tempi, tutti questi celebrati campioni sarebbero stati appiedati cento volte.