Corruzione, 14 indagati in Lucania: 4 magistrati coinvolti

Catanzaro - Quattro magistrati lucani sono indagati nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica del tribunale di Catanzaro sui rapporti fra esponenti del mondo giudiziario, politici, rappresentanti delle forze dell'ordine e funzionari, che sarebberom coinvolti, secondo gli inquirenti, in operazioni immobiliari. La notizia è pubbblicata oggi dal Corsera: quattro i filoni di indagine, coordinati dal sostituto procuratore Luigi de Magistris, lo stesso che indaga su altre vicende che coinvolgono uomini politici calabresi e di livello nazionale. I reati ipotizzati per la vicenda lucana, secondo quanto riporta il quotidiano, sono abuso d'ufficio, corruzione in atti giudiziari, appropriazione indebita e truffa. Tredici in tutto gli indagati, tra i quali quattro magistrati: i procuratori della Repubblica di Potenza, Giuseppe Galante, e Matera, Giuseppe Chieco; il sostituto procuratore della Repubblica di Potenza Felicia Genovese ed il presidente del Tribunale di Matera, Iside Granese. Le indagini riguardano una serie di illeciti che sarebbero stati commessi nei settori bancario, turistico e sanitario. L'inchiesta fa riferimento a rapporti tra esponenti della magistratura, del mondo politica della Basilicata e della sanità. Nelle indagini si fa riferimento al'Azienda ospedaliera S. Carlo di Potenza,di cui è direttore generale è Michele Cannizzaro, marito del magistrato Felicia Genovese. Al vaglio degli inquirenti i legami di alcuni dei magistrati indagati con i vertici della la Banca popolare del Materano. Secondo quanto emergerebbe dalle indagini, il procuratore Chieco avrebbe avuto un interesse nella realizzazione di un villaggio turistico, il Marinagri di Policoro (Matera). All'attenzione degli inquirenti presunte omissioni di cui il magistrato si sarebbe reso responsabile nell'ambito di un'inchiesta che era stata avviata dalla Procura di Matera su presunti illeciti nell'operazione edilizia. Il villaggio, in particolare, sarebbe stato costruito su un terreno del demanio.