Corruzione e giocatori scarsi Ai cinesi non resta che l’estero

Pechino sembra Milano, attraversata da torme di giovani con le magliette di Milan e Inter, che oggi si giocano nel fantasmagorico Nido d’ Uccello - lo Stadio Nazionale, costruito per le Olimpiadi del 2008, capienza ufficiale 91mila posti - il primo trofeo della stagione. I giocatori si sono goduti l’ entusiasmo - veramente di livello «italiano» - dei tifosi cinesi che sempre più numerosi, schifati dalla corruzione che regna nel loro calcio e dagli scarsissimi risultati a livello internazionale, si votano alle squadre straniere. Il calcio italiano sarà pure in crisi, come ha detto Adriano Galliani proprio a Pechino, ma in Cina non sembrano essersene accorti. Centinaia di giovani fan hanno perseguitato i giocatori delle due squadre, approfittando degli allenamenti pubblici ma anche delle infinite occasioni di public relations, con cocktail e fotografie, nelle quali sono stati impegnati giocatori e staff dei due club: con i tifosi sempre lì, controllati severamente dai servizi d’ ordine - che in Cina sono sempre numerosissimi e piuttosto prepotenti - a strillare i nome storpiati dei loro beniamini, «Ga-tu-so», «Sa-mu-e», portandosi dietro bambini in fasce e nonne che spalancano gli occhi. Il calcio italiano è ben conosciuto dagli appassionati cinesi perché la nostra serie A, insieme alla Premier League inglese, è stata la prima che hanno visto in televisione a partire dagli anni ottanta. E i giornalisti sportivi cinesi, ma anche molti fan, sono informatissimi. Studiano seriamente, come per il gao-kao, il terribile esame annuale per accedere all’ Università, sanno tutto sulle convinzioni religiose di Roberto Baggio e sulle attività della suocera di Francesco Totti. Le loro domande sono precise, tecniche e a volte strane. Quello che è certo che la prima parte del piano-Cina, la promozione dei club e del calcio italiano, è andata benone: pare siano stati venduti 80mila biglietti dal costo tra i 100 e i 400 euro e alcuni, addirittura per 1500, almeno stando ai blogger cinesi.