Corruzione, italiani al 41° posto

La classifica riguarda l’indice di percezione della corruzione
redatto da Transparency International.
Aumentati del 65% i fatti di corruzione in atti giudiziari

Roma - L’indice di percezione della corruzione, redatto da Transparency International, associazione anticorruzione, vede l’Italia al 41° posto. Tra i 180 Paesi considerati, la prima è la Danimarca, mentre l’Italia ha avuto un punteggio non lusinghiero. Il dato è stato sottolineato a Roma dall’Alto commissario anticorruzione, Achille Serra, presentando la prima mappa sul fenomeno della corruzione in Italia. Tra i vari dati presenti, c’è quello sulle denunce per i reati contro la pubblica amministrazione. Tra il 2005 e il 2006 sono calati del 10% l’abuso di ufficio, il peculato e l’istigazione alla corruzione, del 30% la concussione e del 50% la corruzione. Aumentati, del 65%, i fatti di corruzione in atti giudiziari.

Per quanto riguarda il delitto l’abuso di ufficio, la regione più colpita è la Sicilia (169) seguita da Calabria, Campania, Puglia e Lazio. La regione più virtuosa è la Valle d’Aosta. Rispetto al delitto di peculato in termini di valore assoluto la regione dove sono stati registrati più casi è stata il Lazio, seguito da Sicilia, Lombardia e Puglia. Al primo posto in senso positivo la Basilicata e Molise.