Di corsa per 5 km contro il cancro

Stefania Malacrida

«Run», Correre. Correre per reagire. Correre per sopravvivere. Avrà forse pensato questo Terry Fox, quando si inventò la «Corsa della speranza», una traversata del Canada sulla sola gamba che gli rimaneva. Il cancro gli aveva divorato l’altra, e ben presto, nel 1981, se lo portò via tutto a soli 23 anni, quel ragazzo canadese che chiedeva un dollaro a chiunque incontrasse sulla sua strada per finanziare la ricerca scientifica. Il suo gesto ha fatto storia. Da allora ogni anno in oltre 50 Paesi del mondo si corre la Terry Fox Run.
E domenica tocca a Milano. «Speriamo che il tempo sia bello» si è augurata il console generale del Canada Margaret Huber ieri in Ottagono, alla presentazione dell’undicesima edizione meneghina della marcia. Eppure l’anno scorso a correre sotto una pioggia scrosciante, c’erano 4mila persone. Quest’anno gli organizzatori se ne aspettano oltre 5mila. Un percorso di cinque chilometri lungo le vie di Milano, con partenza e arrivo alla villa comunale di via Palestro. E c’è anche una maratona nella maratona: 1 chilometro di circuito per i bimbi all’interno dei Giardini pubblici di Porta Venezia, dove alle 12 si festeggeranno i vincitori con un ghiotto pranzo. Anche qui, tutti in maglietta e cartellino numerato. Un fiume di podisti e un esercito di benefattori. Perché i dieci euro dell’iscrizione andranno a finanziare un progetto interregionale di ricerca sui tumori cerebrali infantili, «fiore all’occhiello - ha detto Maria Ines Colnaghi, direttrice dell’Associazione nazionale per la ricerca sul cancro - della ricerca mondiale».
Tra la folla ci saranno l’oncologo Umberto Veronesi, forse il dj Linus e una schiera di amministratori e consiglieri, come l’assessore agli Eventi Giovanni Bozzetti e quello provinciale allo Sport Irma Violi. Giù dagli scranni, in tuta e scarpe da tennis. Il «passo» è libero. Va bene tutto: corridori della domenica e professionisti a caccia dell’ultima impresa; pattini e passeggini; corsa, trotto e passeggio con cane al guinzaglio. «Ci sarò anch’io» conferma l’assessore comunale allo Sport Aldo Brandirali sotto al maxischermo in Ottagono che lo ritrae mentre ondeggia a passi lenti e mani giunte dietro la schiena, tra i podisti dell’anno scorso. A ognuno il suo ritmo, «assessoriale» compreso.