La corsa ai tagli parte dal ticket sui ricoveri

A Padoa-Schioppa il piano risparmio dei ministri Damiano, Turco e Nicolais. Stretta sulle pensioni

da Roma

Pensioni, sanità, pubblico impiego. Entro la settimana entrante, i tre ministri competenti - Cesare Damiano, Livia Turco e Luigi Nicolais - dovrebbero presentare a Tommaso Padoa-Schioppa i rispettivi piani di taglio di spesa per il 2007 e gli anni successivi. Giovedì, in Consiglio dei ministri, il titolare dell’Economia illustrerà le linee-guida della manovra da 35 miliardi: poi, incomincerà una trattativa che si annuncia tutt’altro che semplice sia all’interno della maggioranza, sia con le parti sociali. La «caccia» ai risparmi di spesa corrente sta dunque partendo: ma dove porterà?
Pensioni, uscita flessibile. L’ipotesi su cui lavora Damiano è un allungamento, su base volontaria, dell’età pensionabile. Ci sarà un’età di pensionamento «centrale», neutrale dal punto di vista economico; poi ci sarà la possibilità di un ritiro anticipato, che comporterà una decurtazione dell’assegno; infine, il prolungamento del lavoro che porterà un vantaggio economico. I sindacati accettano questa impostazione di pensionamenti flessibili, ma chiedono la cancellazione del cosiddetto «scalone» della riforma Maroni (60 anni d’età e 35 anni di contributi per andare in pensione a partire dal 2008) e la rinuncia a rivedere i coefficienti di trasformazione, come espressamente previsto dalla riforma Dini. La modifica dei coefficienti, dicono i sindacati, significa pensioni più basse in futuro. In prospettiva, qualche risparmio potrebbe giungere dalla futuribile aggregazione fra i due principali istituti previdenziali, Inps e Inpdap.
Sanità, ticket per «ricchi». Il ministro Livia Turco ha allo studio l’introduzione di un ticket sul costo «alberghiero» delle degenze in ospedale, anche per scoraggiare alcune richieste di ricovero che sanno tanto di «posteggio» per anziani. Il contributo sui ricoveri varrà, comunque, soltanto per i contribuenti con reddito oltre una certa soglia, ancora da stabilire. La spesa sanitaria tendenziale viaggia sul 7% del pil, e l’obiettivo del Dicastero è di ricondurla entro il 6,7% con interventi sulla spesa farmaceutica, razionalizzazione della rete ospedaliera, controlli sul budget delle Regioni, soprattutto di quelle che quest’anno sforano le previsioni di spesa. Si discute anche di una «tassa di scopo» per finanziare il Fondo per la non autosufficienza.
Pubblico impiego, meno scorte. Nel pubblico impiego la parola d’ordine è «razionalizzare». Ad esempio, ai dipendenti del comparto sicurezza dovrebbero essere ridotti i compiti impropri (come, ad esempio, le scorte) per concentrarsi sull’attività di polizia. Il ministro della Funzione pubblica Nicolais sta facendo poi balenare ai sindacati la possibilità di trasformare la parte economica del contratto di lavoro da biennale in triennale, con un miliardo di euro di stanziamento per il primo anno, e altri tre miliardi per gli altri due anni. Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani ha già replicato, però, che un miliardo non basta. Nicolais intende superare, anche se parzialmente, il blocco del turnover nel pubblico impiego (che è già un provvedimento colabrodo, viste le numerose deroghe), e sbloccare la previdenza integrativa per i dipendenti pubblici.