«È una corsa contro il tempo Sinistra e medici ci aiutino»

RomaSenatore Maurizio Gasparri, è una vera corsa contro il tempo: ce la farete o no?
«La vedo dura ma ci proviamo. Certo, con un decreto legge ce l’avremmo fatta ma il presidente della Repubblica ha dichiarato di non volerlo firmare...».
E quindi si farà un disegno di legge. Parliamo dei tempi...
«Ieri (venerdì per chi legge, ndr) il governo s’è riunito immediatamente per proporre il provvedimento sotto forma di disegno di legge e un’ora dopo è arrivato al Senato».
E non si poteva già esaminarlo?
«No. Il presidente Schifani ha subito assegnato il testo alla commissione Sanità. E, inizialmente, calendario alla mano, la prima seduta possibile risultava essere martedì».
Possibile anticipare l’iter?
«In generale, per un fatto eclatante, sì. Ci può essere una convocazione d’urgenza, ma occorre l’unanimità».
Che però non c’era e non c’è...
«Esatto. Tuttavia siamo riusciti a ottenere che la conferenza dei capigruppo, durante la quale si decide il calendario dei lavori e delle votazioni, si riunisca lunedì alle ore 12».
E lì, in genere, che cosa succede?
«Si decide cosa fare. Si può chiedere che il provvedimento venga esaminato e votato subito in commissione, oppure che, dopo la commissione, si pronunci l’Aula».
Ci spieghi il «nodo» commissione: voi, chiaramente, eravate propensi a chiedere un esame immediato?
«Sì, ma a norma di regolamento appena il 10% dei senatori può opporsi al voto in commissione».
E l’opposizione ha fatto sapere di non voler concedere la sede deliberante...
«Esatto. Ma abbiamo proposto di cambiare il calendario e di portare subito in Aula il disegno di legge. Si poteva esaminare il caso Eluana al posto del decreto sull’ambiente, martedì. Oppure, grazie allo straordinario lavoro del presidente Schifani, cercare di portarlo in Aula già la sera di lunedì».
Benissimo: il sì di Palazzo Madama potrebbe quindi arrivare o lunedì notte o martedì...
«Sì, ma ricordiamoci che ci potrebbe essere un altro “inghippo”: non è detto che la sinistra rinunci a fare ostruzionismo. Se si iscrivono a parlare decine e decine di senatori...».
Facciamo gli ottimisti: martedì la legge passa al Senato. Ma poi tocca alla Camera pronunciarsi...
«Sì. Mercoledì potrebbe approdare in commissione a Montecitorio e il giorno dopo arrivare in Aula».
E anche alla Camera non ci sono tempi certi, giusto?
«In linea teorica anche lì potrebbe moltiplicarsi il numero di richieste a prendere la parola».
E siamo a giovedì: Eluana al sesto giorno senza alimenti. Ma ipotizziamo che anche alla Camera il disegno di legge passi senza intoppi. Poi?
«Poi la legge va promulgata dal presidente della Repubblica».
Con che tempi?
«Il testo, cinque minuti dopo l’approvazione del Parlamento, potrebbe essere già sul tavolo del capo dello Stato. Il quale può rimandare la legge alle Camere o, finalmente, promulgarla. Entro 30 giorni».
Cioè lo potrebbe fare cinque minuti dopo o una settimana dopo, giusto?
«Esatto».
E poi c’è un altro scoglio: la legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale...
«No, se la legge, come sarà, prescrive un termine minore».
Insomma, bene che vada, non prima di venerdì prossimo. Probabile che sia troppo tardi, giusto?
«Temo di sì. Per questo lancio un appello ai medici: continuate a somministrare acqua e alimenti a Eluana».
Come fare a convincerli?
«In fondo è stata alimentata per diverse settimane dopo la famosa sentenza. Perché non farlo ancora per un qualche giorno?».
Questa corsa contro il tempo potrebbe rivelarsi vana. Se così fosse di chi sarebbe la maggiore responsabilità?
«Non voglio polemizzare con nessuno adesso. Mi auguro davvero che la sinistra non ostacoli l’iter di un provvedimento profondamente umano e giusto».
Ma il decreto legge era lo strumento più opportuno?
«La penso come Giuliano Ferrara: ci possono essere leggi giuste anche se non impeccabili e leggi perfette dal punto di vista tecnico-giuridico ma profondamente ingiuste».