Corsa a due per Bpm Scontro Arpe-Bonomi

Scontro finale tra Andrea Bonomi e Matteo Arpe per la conquista della nuova Bpm (-5,6% in Borsa tra scambi intensi) in formato duale. L’ordine di attacco è stato impartito ieri quando le segreterie nazionali di Fabi (Lando Sileoni), Fiba (Giuseppe Gallo) e Fisac (Agostino Megale) hanno messo al confino l’associazione degli «Amici» per «le modalità di gestione illecite perpetrate» in Piazza Meda, ribadendo che non sosterranno la «lista Bonomi». La squadra sfidante, che dovrebbe vedere Arpe come capo azienda, è attesa tra domani e venerdì, dopo che Bankitalia si sarà pronunciata sullo statuto: il presidente Massimo Ponzellini oggi tornerà a Palazzo Koch. Dopo l’affondo della Consob, aumenta la possibilità di una sterilizzazione dei diritti di voto dei dipendenti-soci. A raccordare le manovre di Fabi e Fiba con la base della banca è Gianfranco Modica.
Gli «Amici» si stringono invece intorno alla Uilca di Massimo Masi che con la soluzione Bonomi vedrebbe promosso Enzo Chiesa, che ha in quota, a capo azienda. Possibile poi che il piano concordato tra il numero uno di Investindustrial, che vuole arrivare al 10% di Bpm, e i sindacati interni apra la presidenza del consiglio di sorveglianza a Ponzellini (l’alternativa sarebbe Marcello Priori). Infine i soci esterni di Piero Lonardi si sono detti non interessati a una lista comune. Quanto al nodo delle promozioni «pilotate» in base alla fedeltà sindacale ieri il cda, dopo l’intervento di Ponzellini e del dg Enzo Chiesa, si è limitato ad avviare un’analisi interna affidata all’«ispettore» Marco Colombo aggiornandosi a martedì prossimo. Il board ha poi a sorpresa aperto la cassaforte per dare 100 milioni al Crédit Mutuel in cambio di un altro 6,5% della Banca di Legnano (che ingloberà CariAlessandria). I francesi reinvestiranno la somma nell’aumento Bpm da 800 milioni, ma l’uscita inattesa seguirebbe alcune frizioni emerse di recente nel consiglio.