Corsa Europa League

Via con la volata. In tempo di Giro d'Italia, ci sta eccome. Solo che qui si parla di calcio e lo sprint riguarda la corsa alla Champions League: quattro quadre per un posto, non si scappa. Lazio, Udinese, Roma e Juventus. Tralasciando la Roma, impegnata ieri sera contro il Milan, molto se non tutto dipenderà dal risultato odierno al Friuli: dovesse vincere la Lazio dell'arrabbiatissimo Lotito, probabilmente gran parte dei giochi sarebbe fatta. Viceversa, tutti gli scenari sarebbero ancora possibili e persino la Juventus - data per spacciata fino a un paio di settimane fa - potrebbe coltivare più che legittime ambizioni di farcela visto che al momento deve recuperare quattro lunghezze proprio alla squadra di Reja. Oggi, insomma, Del Piero e compagni faranno il tifo per l'Udinese o, meglio ancora, si augureranno un pareggio per affrontare poi domani sera il Chievo con il morale e mille e una fame tutta particolare. La qualificazione in Champions League, come ormai tutti sanno, non è solo questione di gloria, ma anche e soprattutto di vil pecunia: chi supererà il preliminare avrà in mano almeno 7 milioni di euro, pronti a diventare (almeno) 20 grazie a bonus sui risultati, diritti tv e incassi al botteghino. Non bruscolini, insomma, ma soldi veri che fanno gola a tutti. Per cominciare, allora, Udinese-Lazio: entrambe arrivano da due sconfitte di fila e non sono al cento per cento del morale. I friulani (attesi poi dalla trasferta contro il Chievo e dal Milan già campione) ritrovano comunque la coppia delle meraviglie Sanchez-Di Natale e giurano di non avere mollato, anche se la sensazione è quella: i biancocelesti - che nelle ultime due giornate ospiteranno il Genoa e andranno a Lecce - sono invece convinti di avere subìto un furto contro la Juve e la settimana prima si erano già fatti sfuggire l'occasione della vita contro l'Inter. All'orizzonte, la possibilità di cedere al fato e di trovarsi con poco in mano al termine di una stagione comunque da incorniciare.
Diverso il discorso relativo alla Juventus: Del Piero e compagni non perdono da sette partite, quattro delle quali vinte, e hanno la concreta possibilità di chiudere con un altro tris di successi visto che Chievo, Parma e Napoli non hanno più molto da chiedere al campionato. Per di più, la Signora ha il vantaggio degli scontri diretti con tutte e tre le squadre che la precedono: meglio insomma starci attenti e pedalare anche perché di solito chi arriva da dietro ha più benzina da spendere. Il rinnovo di Del Piero ha poi regalato altro entusiasmo all'ambiente e ieri anche John Elkann ha provato a far pace con una tifoseria che certo non lo ama, rimproverandogli una passione non paragonabile a quella del nonno e una certa ritrosia a spendere per restituire la Juve all'onore del mondo: "Stiamo lavorando a un piano superambizioso che verrà presentato a fine giugno - ha invece detto il presidente di Exor -. Da parte nostra c'è assoluto sostegno ai piani del club. L'incontro di venerdì con mio cugino Andrea è stato ad ampio orizzonte per discutere le cose su cui stiamo lavorando". Ovvero: un aumento di capitale che oscillerà intorno ai cento milioni di euro, necessario per ripianare il buco di circa 60 milioni con cui si chiuderà il bilancio al prossimo 30 giugno e per permettere a Marotta di agire sul mercato con un buon gruzzolo. Gruzzolo che sarà poi maggiore o minore a seconda del piazzamento finale in campionato e di quanto potrebbero fruttare alcune partenze eccellenti, da Buffon a Melo e magari anche a Chiellini. Almeno tre-quattro nomi importanti dovranno comunque arrivare, indipendentemente da chi siederà in panchina: Bastos è il primo della lista per colmare la lacuna a sinistra. Poi Aguero, Tevez, Benzema, Pirlo e Montolivo: non tutti, ovvio, ma un paio sì.