In corsa per la massima carica l’ideologo di Pol Pot e dei khmer rossi

L’elezione del prossimo Presidente della Repubblica è diventata un mercato delle vacche. Piazzare qualche ex comunista nelle poltrone che “contano” è un problema di Prodi e della sinistra, non può diventare il “problema” degli italiani. Dopo la candidatura D’Alema al Quirinale bocciata seccamente dalla Cdl, nonostante i buffi tentativi di Prodi e Fassino di addolcire la pillola con improbabili “punti programmatici” presidenziali condivisi da tutti, adesso ci riprovano con Napolitano.
Non si è ancora capito che non è questione di nomi più o meno condivisibili, il problema è che gli italiani o almeno il 50% che ha votato per la Cdl non accetterà mai come custode e garante della costituzione e dell’unità nazionale un ex o post comunista. È legittimo che il Presidente della Repubblica sia eletto anche a maggioranza semplice, ma è altrettanto legittimo, in caso di elezione non condivisa, considerarlo rappresentante di se stesso e della sua parte politica da parte di chi non ha votato per la sinistra, cioè il 50% degli italiani.
Così come sarà legittimo sospettare di «partigianeria» un presidente eletto in tale modo, durante l’adempimento delle sue funzioni istituzionali, e nemmeno ci si potrà meravigliare se sarà subissato di fischi a ogni sua uscita o se la gente scenderà in piazza “spontaneamente” a protestare. Tanto per far capire di chi stiamo parlando, vale la pena ricordare che l’11 aprile 1975 il comitato centrale del Pci, di cui facevano parte D’Alema, Nilde Iotti, Napolitano, Bassolino, Cossutta e Petruccioli, approvò e controfirmò un documento ufficiale in cui si esprimeva solidarietà al popolo cambogiano e vietnamita, magnificava «l’eroica resistenza» di Pol Pot e dei khmer rossi e invitava a sviluppare un grande movimento di solidarietà e di appoggio ai combattenti, ogni democratico, ogni comunista, sia, come sempre e più di sempre, al loro fianco. Insomma alla massima carica dello Stato ci mandiamo un complice morale e ideologico di Pol Pot e dei khmer rossi?