La corsa più bella dell’anno Kimi la vince, Fisico la perde

Benny Casadei Lucchi

La Federazione internazionale dell'auto, mister Max Mosley per esempio, anziché studiare, penare, varare alchimie tecnico regolamentari per ravvivare il mondiale senza sorpassi, senza stimoli, senza quel pathos che ha fatto grande la storia della F1, potrebbe introdurre una cosetta leggera leggera: l'abolizione del mondiale. Nessun titolo piloti in palio, solo tanti Gran premi. E le gare decollerebbero. Questo è il messaggio, ovviamente surreale e provocatorio e irrealizzabile, ma sacrosanto che arriva dal Giappone, Gp di Suzuka, vittoria del gelido Raikkonen, beffa per il caldissimo Fisichella primo fin all'ultimo giro e poi secondo, e conferma di grandezza per quel macigno di Alonso, tenacemente terzo, caparbiamente sempre in corsia di sorpasso. Ha ben ragione patron Flavio Briatore a paragonarlo allo Schumi degli inizi con una dose di freddezza in più.
Suzuka 2005 questo c’insegna: perché appena liberati i piloti dal cappio di lottare per un campionato abbiamo assistito al più bel Gran premio dell'anno: mai, durante la stagione, c'erano stati tanti e tali sorpassi tra i big del mondo a trecento all'ora, come il duello tra Schumi e Alonso nella prima parte di gara, o quello tra Schumi e Raikkonen poco dopo, e tra Alonso e Schumi dopo la sosta ai box, sfide, battaglie concluse con sorpassi mozzafiato, per esempio esterno curva alla staccata del rettifilo box, per esempio cose da uomini veri. Come l'affondo finale, in quell'esatto punto, di Raikkonen all'inizio dell'ultimo giro, quando ha messo dietro il nostro Fisichella. Dirà: «Ovvio, sono dispiaciuto, è dura perdere una vittoria così, però sappiate che non c’era niente da fare contro Kimi... era troppo veloce in trazione, spingevo al massimo, ma alla chicane mi guadagnava venti metri e poi la safety entrata a inizio gara ha annullato i vantaggi accumulati». Sul tema, Briatore non entra, magari lo farà nelle segrete stanze del team, preferisce esternare la propria felicità per la vetta del mondiale di nuovo conquistata per 4 punti e lamentarsi per la decisione della Fia di far scontare due volte ad Alonso il sorpasso ai danni di Klien realizzato tagliando la chicane. Da regolamento, infatti, Fernando ha fatto ripassare l’austriaco, ma poco dopo, quando lo aveva di nuovo sorpassato, è stato costretto a ripetere il prego s’accomodi. «Non capisco, senza quella perdita di tempo avremmo potuto anche vincere», ribadisce il manager italiano.
Le due braccia levate al cielo del finnico rivelano quanta soddisfazione gli abbia regalato questo successo, il settimo dell'anno, uno in più di Alonso neo campione del mondo, il nono in carriera. Tanto più che si parla di rimonta grande e vera, visto che il ragazzo, a causa della roulette di pioggia che aveva mischiato le carte nel sabato di qualifica e per il motore rotto venerdì, era partito diciassettesimo in griglia. «C’è poco da dire, questa è la gara più bella che abbia mai fatto», gongola il nordico. Il record dei record in materia appartiene al signor John Watson, anch'egli su McLaren, la prima della gestione Ron Dennis, anno 1983, circuito di Long Beach: partì ventiduesimo e trionfò. Una vita fa.
E sembrano storie di una vita fa i fasti della Ferrari 2004. A Suzuka, kaiser Schumi, settimo, ha fatto gara caparbia ma è sempre uscito sconfitto dai duelli, sia con Alonso, due volte, sia con Raikkonen. «So che vi siete divertiti a vederci lottare, ma io no, i duelli mi piacciono, ma quando hai un’auto competitiva... contro di loro non potevo far nulla. Però abbiamo conquistato il terzo posto nei costruttori e va bene così visto che si tratta della peggior stagione da quando sono alla Ferrari». Monsieur Jean Todt lo ringrazia per l’impegno e si lascia scappare la frase che dipinge lo spirito Ferrari del momento: «Domenica siamo in Cina per l’ultimo Gp. L’unico piacere che proviamo oggi è sapere che la conclusione di una stagione così negativa si sta avvicinando». Come dargli torto.