Corsaro candidato a Roma? «Piuttosto che restare in Regione torno a fare il commercialista»

L’assessore: «Sono al Pirellone da 13 anni, è il momento di prendere un’altra strada». Sul dopo Formigoni: «La decisione sarà collegiale»

«Non tornerò più in Regione. Sono lì da tredici anni e credo sia arrivato il momento di prendere un’altra strada». Massimo Corsaro, capodelegazione di An in giunta regionale, rompe gli indugi e non gira troppo intorno alla questione, ovvero il suo desiderio di prendere la strada di Roma e arrivare in Parlamento. L’alternativa, secondo il segretario regionale di Alleanza nazionale, è l’abbandono: «Ho una professione, posso tornare a dedicarmi a tempo pieno a quella. Sono l’unico a essere al Pirellone dal primo giorno di Formigoni, credo sia arrivato il momento di andarmene». L’assessore all’Industria è titolare di uno studio da commercialista e si è sempre dichiarato appassionato alla sua attività. Adesso, mentre anche dalla Destra sgomitano per ottenere candidati, dice di essere pronto a occuparsi a tempo pieno di bilanci e dichiarazioni dei redditi.
Il governatore della Lombardia, in partenza per il Parlamento, trova emuli anche negli altri partiti della Cdl. «È ragionevole pensare che in Regione andremo al voto in autunno» ragiona Corsaro. Ma propone la sua soluzione per arrivare alla primavera del 2009, in modo che le elezioni siano in contemporanea con le europee: «Se Formigoni, nominato ministro, si dimettesse da parlamentare, come ministro non parlamentare potrebbe rimanere in carica ancora qualche mese. Ci sarebbe forse un problema politico ma non un problema giuridico. E in ogni caso sarebbe di breve durata. Se invece rimane in Parlamento, a luglio dovrà scegliere e in autunno dovremo andare al voto».
Alleanza nazionale ha anche sollevato la questione del candidato a succedere a Formigoni alla guida della Lombardia: «Non ci risulta che ci siano stati tavoli, né che siano mai state prese decisioni. Il nome del candidato al Pirellone ritengo che sarà scelto da tutti i partiti della coalizione e An vorrà dire la sua». Il partito non rinuncia a immaginare un presidente di An, al punto da spendere il nome di Ignazio La Russa, ma è assai improbabile che la scelta cada su un uomo di An sia pure il capogruppo alla Camera: «In ogni caso non è deciso che sia un leghista. La nostra proposta è di indire primarie per scegliere il candidato».
Corsaro in ogni caso non sarà della partita regionale. Insiste: «Sono pronto a tornare alla mia attività professionale, considero esaurita la mia vicenda politica al Pirellone. Penso sia importante rinnovarsi». Al suo posto - prevede - subentrerà certamente un milanese: «E non manca ad Alleanza nazionale la classe dirigente: ci sono Luca Ferrazzi e Pietro Macconi, Roberto Alboni, parlamentare per due legislature, e Carlo Maccari. In parte è possibile rinnovare la compagine di giunta». Anche la vicepresidente della Regione, Viviana Beccalossi, di An, è in lizza per andare a Roma e a favorirla c’è proprio il fatto di essere una donna (l’unica della giunta regionale). Le “quote rosa” consentono maggiori probabilità di riuscita, anche se a trattenere la Beccalossi in Regione potrebbe essere il suo ruolo di reggente.