Corsaro (Pdl): «Il voto anticipato sarebbe soltanto un salto nel buio»

Roma«Se non c’è dibattito siamo il partito di plastica, se c’è siamo allo scontro frontale e ci stiamo sgretolando. Mai che si usino le mezze misure...». Che qualche problema interno al Pdl ci sia, Massimo Corsaro non fa fatica ad ammetterlo. Anche se il vicecapogruppo vicario alla Camera è convinto che la tanto discussa lettera dei frondisti non sia mai esistita. Non perché non ci siano malumori, quanto perché «ormai la dialettica è così chiara e trasparente che non c’è ragione per manifestare il dissenso senza venire allo scoperto».
La sensazione, però, è che il via libera dell’Ue agli impegni presi dall’Italia avvicini le elezioni anticipate...
«Guardi. L’Europa ha provato a metterci in mora, anche con modalità che ritengo quantomeno antiestetiche, e alla fine non c’è riuscita. Direi che per il governo e per il Paese è stato un successo».
Con 315 voti alla Camera (premier e ministri compresi) si renderà conto anche lei però che è difficile pensare che la maggioranza sia in grado di attuare gli impegni presi...
«Capisco i dubbi e ne condivido le argomentazioni. È per questo che auspico che l’opposizione si dia da fare... Da loro, che fino a qualche settimana fa ci chiedevano di mettere in pratica gli auspici dell’Ue, ora mi aspetto coerenza».
Senza l’opposizione, insomma, anche lei dubita si possa andare lontano. Ha ragione, quindi, chi dice che si avvicinano le elezioni anticipate?
«È un’ipotesi possibile. Tra l’altro, in Italia le elezioni anticipate sono sempre state la regola e non l’eccezione, a parte un governo Craxi e l’ultimo esecutivo Berlusconi. Detto questo, votare ad aprile significa bloccare il Paese per i primi tre-quattro mesi del 2012. Sarebbe un salto nel buio anche perché dall’altra parte non esiste un’alternativa credibile».
Come sono i rapporti con Tremonti all’interno del Pdl?
«Dovrebbe aprirsi a una maggiore concertazione, ma di fatto lo sta facendo visto che la lettera all’Ue è stata condivisa».
Vero. Anche se molti l’hanno visto come un modo per sfilarsi e niente altro.
«Spero che Tremonti non abbia bisogno di questi sotterfugi e sia in grado di dire se condivide o no un provvedimento o una politica economica senza nascondersi».