Corse cavalli +7 per cento delle giocate

Filippo Grassia

Le scommesse ippiche riprendono a volare dopo un periodo di stasi che aveva preoccupato tutto il settore. I dati del primo trimestre sono decisamente positivi con una raccolta di 757 milioni di euro rispetto ai 707 milioni dello stesso periodo del 2005: la forbice di 50 milioni corrisponde a un aumento di oltre il 7%. Il motivo di questa crescita è da ricercarsi nelle nuove offerte (doppia Tris giornaliera, vincente, accoppiata, quartè e quintè) che per anni sono rimaste nel cassetto creando problemi non indifferenti al settore. Se a questo si aggiunge che il restauro del Totip è sempre imminente, ma non diventa mai realtà, i margini di miglioramento appaiono molto ampi. Entriamo ora nel particolare delle varie tipologie di gioco. La Tris ha raccolto 163 milioni contro i 143 di un anno fa: +14%, in percentuale il doppio di tutto il comparto. Da quartè e quintè arrivano dati molto confortanti tenuto conto che si tratta di novità assolute, almeno nel nostro Paese. Agli scommettitori piace mettersi alla prova per indovinare i primi 4 o 5 cavalli classificati nell’ordine della corsa Tris. Le giocate sul quartè sono in costante aumento: 2,9 a gennaio, 5,3 a febbraio, 6,8 a marzo. In totale oltre 15 milioni. Di minore entità, ma non potrebbe essere altrimenti, le cifre movimentate dal quintè: 1,9 milioni a febbraio, 2,7 a marzo. Sfiorati i 5 milioni tenendo conto anche delle puntate sull’unica corsa di gennaio, un assaggio. Di queste cifre il 27% è stato raccolto in agenzia, il resto nelle ricevitorie sparse per l’Italia.
È necessario invece un restyling dei concorsi a pronostico che anche nell’ultimo week-end hanno fornito numero modesti: se il Totocalcio ha guadagnato il 3%, non accenna ad arrestarsi la caduta del Totogol che ha perso un altro 2,4%. In caduta libera, quasi senza paracadute, Il9 (- 13% in un colpo solo). In linea con il passato il gioco sul Big Match che andrebbe anch’esso rivisitato. In crescita Big Race. Quello auto/moto, imperniato sul Motogp, ha fatto registrare un’impennata di quasi il 18% rispetto al concorso precedente basato sulla Formula 1. Vedremo nei prossimi mesi se si tratta di un caso legato agli orari notturni dei primi gran premi di F1 oppure di una tendenza degli appassionati che preferiscono Rossi, Capirossi e Stoner a Fisichella, Alonso e Schumacher. La schedina sul ciclismo ha aumentato la raccolta del 50% per merito della Parigi-Roubaix che ha fatto ben altra presa rispetto al Giro delle Fiandre del concorso precedente. Importante il successo dell’opzione SuperStar che riguarda il SuperEnalotto: si tratta di un numero, assegnato automaticamente dal cervellone Sisal in base a un algoritmo, che moltiplica le vincite o fa vincere anche con “0” punti se corrisponde al primo estratto della Ruota Nazionale.
Una considerazione, infine, sulle proposte di sponsorizzazioni che da più parti arrivano al mondo dello sport, e del calcio in particolare, da parte di società di scommesse a distanza. Stupiscono, in particolare, le cifre proposte che in alcuni casi equivalgono o sono addirittura superiori all’utile netto di un solo anno. Va bene che il calcio è un volano mediatico di grande spessore, ma in nessuna azienda di altro settore il budget a disposizione della comunicazione e della pubblicità corrisponde a volumi di questo tipo. I grandi produttori multinazionali di scarpe e abbigliamento arrivano, al massimo, al 20-22% in particolari annate. Per le altre aziende il tetto è sempre inferiore al 10%. Vale la pena di farci un pensiero di fronte a proposte di questo tipo. Perché il mercato del gioco a distanza è allettante, ma non è neppure infinito.