Corse clandestine, notti da incubo a Bonola

Nonostante le continue richieste dei residenti, i vigili non intervengono. Il presidente di zona: «Piaga che ci perseguita»

Non parlate ai residenti del quartiere Bonola, in particolare quelli che gravitano sulle vie Cechov e Quarenghi, delle corse notturne. «Non se ne può più, sono mesi che di notte qui è un inferno e nessuno fa niente», il grido di dolore dell’imprenditore Paolo Masia. «Ho inondato di richieste d’intervento il commissariato di zona ma loro, poveretti, non possono certo blindare il Bonola per fermare i disturbatori». Gli fa eco la moglie Lucia Pugliese: «D’accordo che qui di notte il traffico è limitato, ma quando arrivano queste moto sembra che stia scoppiando una guerra. Noi siamo all’ottavo piano e il rumore è devastante. E chi riesce a dormire?». Ma anche appassionati motoristi come la ventenne Sabrina Picchieri e il capellone Franco Pittino si sentono molestati dai rombi altrui. «Io ho una Bmw 1150 e so bene il rumore che faccio quando mi lancio in autostrada», afferma Pittino. «Ma correre così in città è da criminali. Un rimedio ce l’avrei per questi che impennano come matti e sgommano nel parcheggio: qualche riga d’olio per terra, ne basterebbe un chilo e vedi che dopo certi tomboloni gli passa la voglia di rompere i timpani altrui». «Non mi ci metto proprio a fare gare con loro», precisa Sabrina alla guida di una Kawasaki 650. «Li sento passare dopo mezzanotte e non li invidio proprio perché prima o poi il bel volo lo fanno anche loro».
Ma se via Cechov è devastata, anche la parallela via Quarenghi, dove si trovano la chiesa Regina Pacis e la casa di riposo per anziani non può proprio lamentarsi. Ermanno Girlanda, consigliere di zona, non ne può più: «Bisogna fare qualcosa per fermare questi vandali acustici, perché le nostre notti d’estate sono completamente rovinate». «E anche assonnate», gli fa eco Fabio Adreani, «perché a dormire non si riesce proprio. Adesso che con i temporali la calura s’è un po’ abbassata e si può dormire meglio, ci pensano questi pazzi scatenati a tenerci svegli».