Corsi antidroga nelle scuole: d’accordo 8 napoletani su 10

da Napoli

Si respira il profumo delle grandi attese, nella Sala Italia, alla Mostra d'Oltremare di Napoli, per la prima uscita nazionale al sud dei Circoli della libertà. Appena la leader del movimento, Michela Brambilla è di fronte ai settecento accorsi per partecipare al meeting «Contro la camorra e la criminalità organizzata», sale una ovazione da stadio. Con la Brambilla, ci sono l'ex ministro dell'Interno, Beppe Pisanu, il parroco anticamorra di Forcella, don Luigi Merola, e l'ex ministro dell'Agricoltura, Gianni Alemanno.
Michela parte subito all'attacco del ministro dell'Interno: «Ma quando Amato, dichiara che lo Stato, ha per mancanza di mezzi, armi spuntate per combattere la malavita, allora si che c'è sufficiente materia su cui riflettere e di cui preoccuparsi. Ma con chi se la prende Amato? - ha continuato - Non è lui il ministro dell'Interno?».
Sulla piaga della droga e i suoi intrecci con la camorra, Brambilla ha presentato i risultati di un sondaggio realizzato dai Circoli, tra le famiglie napoletane. L’80% degli intervistati ha sostenuto di ritenere «molto o abbastanza utile» l'istituzione di corsi di prevenzione antidroga a scuola. Un altro il 54,6% si è detto favorevole ai controlli nelle scuole. I napoletani hanno poi bocciato le misure anticriminalità varate dal governo per Napoli: il 35,7 le ha giudicate «per niente efficaci» mentre, il 44,8% le giudica «poco efficaci». Gli ottimisti sono solo il 5,8 per cento: misure «molto efficaci», mentre, il 96% dei napoletani intervistati nel sondaggio, è dell'avviso che sia molto diffuso, fra i giovani, l'uso di ogni tipo di droga.
La presidente Brambilla ha poi spiegato come farebbe a trovare un po' di soldi per finanziare questi progetti. «Basterebbe tagliare almeno un quinto delle 170mila auto blu in circolazione in Italia. O diminuire di un terzo l'appannaggio riservato ai nostri europarlamentari, che oggi sono pagati più del doppio degli europarlamentari degli altri paesi dell'Unione europea».
Pisanu ha citato come esempio di buon governo, le vittorie dello Stato (quando a capo dell'esecutivo c'era Berlusconi), a Scampia. «Nel giro di 3 mesi, tutti i capi e i gregari, di entrambe le cosche, furono arrestati». Saranno fischiate le orecchie a qualche «star» regionale, quando il prete anticamorra di Forcella, don Merola, ha esortato i giudici a fare qualcosa. «E i magistrati perchè non si svegliano? Che cosa hanno fatto in 14 anni? Perché non ci dicono che cosa vogliono fare?». Il prete è tornato in parrocchia con un assegno da 10mila euro, donatogli dai Circoli e destinato alla fondazione per i bambini di Forcella.