Corsi antistupro, raddoppiano le iscritte

La Moratti: subito una legge che preveda il processo per direttissima in caso di violenza

Paola Fucilieri

Se le violenze sessuali, passata l’estate, continuano ad essere tra i reati in ascesa in città, le «ragazze» milanesi non si fanno certo intimorire. E s’impegnano a mettere ko il maschio con bollenti spiriti in eccesso. La dice lunga in questo senso il numero delle donne iscrittesi al corso di autodifesa tenuto tutti i martedì dalle 21 alle 22.30 al Paliseo dal Centro Studi Sicurezza, in collaborazione con l’Ente sportivo promozionale, riconosciuto dal Coni, «Sport Padania». Signorine e signore dai 18 ai 50 anni che, nel giro di poche settimane, sono addirittura raddoppiate. «Adesso abbiamo più di 50 iscritte e ne aspettiamo altre - dice Alessandro Marmello del Centro Studi Sicurezza, ideatore e organizzatore del corso (per informazioni: 349/3430009) -. Devo dire che le milanesi hanno colto perfettamente lo spirito dell’iniziativa. Il nostro scopo è infatti quello di fare veramente qualcosa per le donne in tempi così duri. E proprio per questo, a differenza di altre organizzazioni, abbiamo voluto imporre la gratuità del corso».
Mentre Marmello ha consegnato alle sue iscritte un piccolo vademecum per gli accorgimenti da adottare qualora fossero in giro da sole e avvertissero di essere in pericolo, anche Giovanni Terzi, assessore comunale allo Sport, Massimiliano Orsatti, assessore al Turismo e il capogruppo Lega Nord Matteo Salvini hanno dato il loro appoggio incondizionato all’iniziativa dei corsi di autodifesa. E proprio ieri, a margine dell'incontro dei sindaci delle città metropolitane svoltosi all'Anci (Associazione nazionale comuni italiani) anche il sindaco Letizia Moratti ha parlato del problema delle violenze sessuali nei confronti delle donne e illustrato una proposta che sto condividendo con i ministri Mastella e Pollastrini per uno specifico disegno di legge. «Un provvedimento che preveda interventi - ha spiegato il sindaco - come il processo per direttissima nei casi di violenza sessuale nelle strade, la previsione di una figura specifica di reato nei casi di violenza sessuale consumata all'interno della casa e la possibilità per i Comuni di costituirsi parte civile, previo il benestare delle vittime, per affiancarle nell'azione giudiziaria».