Corsi per formare gli immigrati e per inserirli nel mondo del lavoro

È una risposta a chi accusa Roma e l’Italia di remare contro l’integrazione, di essere una città e un Paese che allontanano, escludono, chiudono le porte. È il risvolto buono della medaglia, lontano anni luce dai fatti di Rosarno e di Milano, in via Padova. Kne (Knowledge Network Estero) è un progetto che mira alla formazione professionale degli immigrati extracomunitari, per inserirli nel mondo del lavoro e, contemporaneamente, insegnare la lingua italiana, i loro diritti e i loro doveri civici. A finanziarlo è il ministero dell’Interno, insieme con la Camera di Commercio capitolina e il suo Irfi, l’Istituto romano per la formazione imprenditoriale. Dunque la Città Eterna è stata scelta come apripista, come banco di prova per testare la bontà dell’iniziativa e decidere se e come estenderla al resto d’Italia.
I corsi inizieranno lunedì, ma già oggi è possibile parlare di successo, visto che le domande presentate sono state oltre 4mila. A questa prima fase avranno accesso 335 persone provenienti da nazioni che non fanno parte dell’Unione Europea, che sono regolarmente in Italia da non più di 5 anni, si trovano senza lavoro e hanno un’età compresa tra i 18 e i 40 anni. Insomma un profilo ben preciso, che va a braccetto con un’altra caratteristica: hanno perso la loro occupazione di recente e, come prevede la legge italiana, entro 6 mesi potrebbero perdere anche il permesso di soggiorno. Perciò l’obiettivo è provvedere il prima possibile a un loro reinserimento.
La formula dei corsi è fortemente innovativa: nelle prime 120 ore gli ammessi si dedicheranno alle lezioni teoriche, nelle successive 240 si passerà a quelle pratiche, che includeranno una serie di tirocini sul campo, in aziende che operano nei settori dell’edilizia, della falegnameria, dell’alimentazione, della ristorazione, dell’assistenza familiare e così via. Insomma uno spettro ampio, un canale diretto forte di una doppia opportunità: i partecipanti riceveranno una retribuzione giornaliera, fino a un massimo di 600 euro mensili. Avranno un abbonamento ai mezzi pubblici e, cosa che più conta, potranno sul serio giocarsi le loro carte. Se si dimostreranno all’altezza, nulla esclude che le aziende che hanno offerto gli stage possano inserirli in organico. «Il progetto - ha detto il prefetto Angelo Malandrino, che lo ha seguito per il ministero dell’Interno - rientra nell’ambito delle iniziative promosse per sviluppare processi di inclusione e integrazione degli immigrati, fornendo loro gli strumenti per costruire un proprio percorso professionale insieme con un inserimento sociale. Per questo al fianco di corsi pratici proponiamo corsi di lingua e di orientamento civico». «L’iniziativa - ha aggiunto il direttore generale dell’Irfi, Piero Pagnotta - è molto complessa, considerando che già in fase di selezione dei partecipanti ci si è dovuti confrontare con realtà difficili e anche con fenomeni di diffusa irregolarità». Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, che curerà il corso di orientamento civico, la Società Dante Alighieri, che organizzerà il corso di italiano, oltre ad altre importanti associazioni di categoria che avranno il compito di tenere i rapporti con le imprese presso cui si svolgeranno i tirocini.