Corsi per i portinai Aler: «Sentinelle del disagio»

Occhi puntati sui bisogni degli anziani. «Lo sono già», puntualizza l’assessore comunale ai Servizi sociali, Mariolina Moioli, ma non nasconde che con degli incentivi ad hoc, e soprattutto dopo aver seguito i corsi di formazione che a breve il Comune organizzerà per loro, la figura dei portinai delle case Aler e del demanio sarà «istituzionalizzata» a tutti gli effetti. Diventeranno il tramite tra i bisogni degli anziani e i custodi sociali, che non sono presenti tutto il giorno nei caseggiati e possono pertanto lasciarsi sfuggire qualche situazione di emergenza, che il portiere tradizionale è invece più in grado di cogliere.
Presentando il piano anticaldo del Comune, ieri l’assessore ha dunque annunciato che dal mese di giugno a Milano - «primo Comune in Italia a investire su questo progetto e in tali dimensioni» - i custodi sociali passeranno dagli attuali venticinque a un centinaio. Diventeranno «il punto di riferimento» per i portieri che presidiano i 361 caseggiati di edilizia popolare. Accanto ai custodi socio-sanitari messi in campo dall’associazione Don Gnocchi e dalla Regione, si arriverà ad una media di un custode ogni due caseggiati. I portiere invece, precisa la Moioli, «seguiranno dei corsi di formazione per sensibilizzarli a cogliere le situazioni di disagio, diventando le sentinelle delle esigenze dei cittadini sul territorio».
«Risanare questa città nei luoghi di maggior degrado e difficoltà è l’obiettivo strategico del sindaco Moratti», ci ha tenuto a sottolineare l’assessore. Il lavoro combinato di portinai e custodi sociali, secondo la Moioli, parte dunque con uno scopo sociale ma si tradurrà nella pratica anche con un maggior presidio sul territorio. «Ho già coinvolto anche la polizia municipale - spiega -, sono certa che il riscontro di questo progetto si avrà anche sul piano della sicurezza».
D’accordo la sensibilità ai bisogni degli anziani, insomma, ma se gli operatori - diventando un punto di riferimento dei condomini - verranno a conoscenza di altre situazioni potenzialmente a rischio, come spaccio, degrado, vandalismi nei quartieri, non esiteranno a informare le istituzioni e a far scattare i controlli da parte delle forze preposte (vigili in primis o la polizia nelle situazioni più gravi). «Ognuno farà il proprio lavoro - spiega Moioli - ma in sintonia possiamo garantire il risanamento dei quartieri più degradati».