Corso per assistere i malati d’Alzheimer

Colpisce nel mondo diciotto milioni di persone. In Italia 543.000 casi nel 2000 e se ne prevedono ottocentomila nel 2020. L'incidenza è dal sei al dieci per cento degli over 65, venti per cento degli over 80 anni. Colpisce circa il 3,5% degli uomini, il 7,3% delle donne.
Sono gli allarmanti dati della malattia di Alzheimer che da un paio di anni è il tema nazionale della campagna di studio e «service» nazionale dei Lions a favore degli anziani. E assumono toni ancora più forti in Liguria dove a maggio 2002 si contavano già 25660 malati di demenza su un milone e seicentomila abitanti, la maggior parte affetti dal morbo di Alzheimer. Gente che non riconosce i figli, il coniuge, gli amici e parenti più stretti, che purtroppo vivono quasi in un limbo, uno stato semivegetativo, almeno per la loro mente. Spesso sono difficili da trattare, non soltanto sotto il profilo medico, ma soprattutto sotto quello umano.
I «caregiver», cioè coloro che si occupano un pochino di tutto per questi malati, sono sempre meno, ma qualcuno sta insistendo presso la Regione e l'Asl per ottenere un corso di formazione specifico dedicato a questo tipo di figura professionale. L'iniziativa è partita da Genova grazie a una coppia di Lions molto conosciuti in città, Daniela e Roberto Linke, titolari dello storico negozio Finollo in via Roma, che sono riusciti a proporre, all'ombra della Lanterna, anche il convegno nazionale Lions alcuni mesi fa sul tema delicato della grave malattia. Oltre a riunire i maggiori studiosi dell'Alzheimer e sensibilizzare il servizio sanitario pubblico, i Lions genovesi, «armati» di colori e pennello, e mettendo mano al portafoglio, hanno «ristrutturato» nei mesi scorsi ad hoc la casa di accoglienza per alcune decine di affetti da demenza conclamata all'istituto di Quarto. Un esempio che dovrebbe essere seguito da chi intende davvero portare la propria solidarietà ad una fascia putroppo in aumento di anziani.
Nel 2025 in Italia gli ultra sessantacinquenni saranno tra un quarto e un quinto della popolazione, per Genova il 2025 è già realtà. Circa l'ottanta per cento dei malati vive in famiglia, nell'ottantaquattro per cento dei casi chi lo assiste, il caregiver appunto, è un familiare, impegnato per oltre cento ore settimanali. Il settanta per cento di chi lo assiste è donna per lo più coetanea. Secondo un recente studio dei Lions, lo stress del familiare cresce col peggioramento della malattia ed è maggiore di quello di chi assiste malati terminali. L'Alzheimer è quindi una malattia a due vittime, malato e famiglia. La sopravvivenza media del malato è tra i sette e i dodici anni. Il costo annuo per paziente è di 43.000 euro per la gestione assistenziale, 7.500 per diagnosi e terapia, di cui solo il nove per cento a carico del servizio sanitario nazionale.
«Molteplici le iniziative, convegni,pubblicazioni in tutta Italia grazie al nostro service - spiega Daniela Linke - nel distretto Lions 108 Ia2, che comprende le province di Alessandria, Genova e La Spezia, si è tenuto un convegno che con il contributo di esperti e studiosi di varie discipline ha affrontato la tematica sociale della malattia, ponendo al centro il malato nel suo rapporto con l'ospedale, il medico, la famiglia. la società, nel pieno rispetto della sua dignità di uomo. Alcune regioni, come la Puglia e il Trentino, sollecitate dalla nostra iniziativa, si sono già mosse per affrontare il problema. Ora speriamo che anche il nuovo assessore alla sanità Claudio Montaldo ci ascolti. Occorre che anche in Liguria vengano formati i nuovi operatori sociosanitari e che le famiglie vengano aiutate più specificamentenell'assistenza ai malati di Alzheimer».