Corso Buenos Aires si ribella alle strisce blu

Il comitato: «Così trovare un posto auto è impossibile»

«La nostra giornata lavorativa dura mezz'ora in più: il tempo di trovare un posto dove lasciare la macchina. Questo il risultato che percepiamo del nuovo sistema parcheggi». È questa forse la sintesi perfetta delle tante proteste lanciate dai residenti della zona di Buenos Aires contro il nuovo sistema di ripartizione delle aree di sosta varato dal Comune. Dopo i negozianti dell'area, imbufaliti per un sistema che secondo loro «mina gli affari e danneggia chi nella zona porta ricchezza», ora è chi nella zona ci vive a bocciare in pieno il provvedimento dell'assessore alla Mobilità e Trasporti Edoardo Croci. «Di fatto - ha dichiarato Simona Zelasco, vicepresidente del “Comitato parcheggi residenti sub-aree 12 e 13” - le strisce blu hanno trasformato il rientro a casa in un momento di tensione. Trovare un posto libero dopo le 17 è un'impresa, dato che le strisce gialle (le aree di sosta per i residenti) sono molte di meno rispetto alle strisce blu (a pagamento). Spesso anche noi che abitiamo qui dobbiamo pagare la tariffa sino alla fine della sosta regolamentata e poi precipitarci fuori il giorno dopo prima delle otto. La macchina così non è più una comodità ma una fonte di preoccupazione».
Poco più di 300 le persone radunatesi ieri sera in nome della protesta contro la «striscia selvaggia», un mini corteo sfilato da Piazza Argentina fino a Porta Venezia al grido di «Il mondo è fatto a strisce, c'è chi paga e chi si arricchisce». «Ma avremmo dovuto essere molti di più - ha sottolineato la Zelasco -; basta considerare che nel solo mese di ottobre abbiamo raccolto oltre 4mila firme in una petizione inoltrata all'assessore Croci e al sindaco Moratti. Però proprio l'altroieri (martedì, ndr) è arrivata la notizia che in una riunione dei capigruppo della maggioranza al Comune si è deciso di lasciar parcheggiare da gennaio anche i residenti gratuitamente anche nelle strisce blu. L'annuncio ha demotivato moltissime persone dal venire qui. Ma noi non possiamo certamente - ha concluso - accontentarci di un generico rinvio all'anno prossimo, dato che i problemi li viviamo ora».
Dalla piccola folla che ha combattuto il freddo di ieri sera per protestare contro il caro parcheggi si è levato un compatto coro di critiche. «Non possiamo accettare soluzioni prese dall'alto senza consultarci - ha dichiarato Gabriele Cirelli, residente in zona da oltre quarant'anni -. Certo deve esserci una regolamentazione di qualche sorta delle aree di sosta, ma un provvedimento del genere serve solo dare soldi al Comune senza affrontare il problema». «Anche perché - ha ribadito Alessandra Luksch, residente in via Pinturicchio - così com'è, il sistema di sosta non è funzionale, è stato adottato a priori senza considerare le particolarità delle varie zone colpite. Per esempio nella mia via, che non ha praticamente esercizi commerciali o uffici, le strisce blu sono sempre deserte, e i residenti non le usano. Risultato: mezza carreggiata sempre vuota e strisce gialle sempre piene. Possibile che a Palazzo Marino non siano neanche capaci di fare cassa?».