Corso Como, 14 ore in coda per avere la borsa delle star

Ressa tra 400 persone: la polizia interviene per calmare i «delusi»

Coda, ressa e spintoni. Più di 400 persone disposte a tutto pur di avere la borsa del momento in edizione limitata. Natalia è arrivata di fronte al «Corso Como 10» l’altra sera, con 14 ore d’anticipo rispetto all’apertura del negozio. Insieme a lei un’ottantina di ragazzi, tutti brasiliani e determinati ad averla. Anya Hindmarch il nome della stilista che ha creato l’oggetto del desiderio: una borsa beige in juta nata come shopping bag ecologica in edizione limitata per i magazzini Sansbury.
La scorsa primavera quasi per magia, un paio di clic hanno trasformato il «sacchettino per la spesa» in fashion bag. Al centro degli scatti Keira Knightley, la bella dei Pirati dei Caraibi, che la indossa per strada in compagnia del ragazzo. Le foto fanno il giro dei rotocalchi ed è subito moda. Tutti la vogliono, ma il sacchettino in juta con la scritta «I’m not a plastic bag» in edizione limitata non è in vendita. «Non ce lo aspettavamo - rivela la responsabile del marketing Kate Southworth -. Abbiamo deciso di venderle in negozi esclusivi per un giorno soltanto. Abbiamo organizzato il primo evento a Londra lo scorso aprile ed è stato un successo inaspettato. Poi Parigi, Los Angeles e Tokyo. Questo è l’ultimo in assoluto, in contemporanea a Milano e Dublino». Stesso modello, ma per ogni continente un colore diverso: in Europa marrone, negli Stati Uniti blu, in Sud Asia grigio e in Giappone verde. Costo d’origine 5 sterline presto tradotto in 12 euro. «È un prezzo bassissimo rispetto ai nostri prodotti - continua la Southworth - praticamente non ci guadagniamo niente. Il nostro obiettivo è sensibilizzare». Un paio di articoli nelle riviste di moda, il tam tam on line ed il gioco è stato fatto. «Da un mese siamo tartassati di telefonate di gente che chiamava per prenotarle - racconta Chiara Gasparini di «Corso Como 10» - ce ne sono arrivate meno di 1.000 e abbiamo deciso che ciascun cliente non ne avrebbe potute acquistare più di due pezzi». Ieri mattina il delirio: ragazze accompagnate dal fidanzato - «così ne prendiamo due ciascuno» - mamme agguerrite con le figlie e signore distinte. «Ho steso dei giornali per terra e ho dormito qui di fronte - racconta Natalia, che si è trasferita a Milano dal Brasile un paio di anni fa - ma la ressa è cominciata questa mattina presto». Alessio è venuto da Piacenza e quando ha visto che in coda la tensione saliva alle stelle ha preso in mano la situazione: «Mi sono armato di carta e penna e ho preso le prenotazioni». Nessuna possibilità di barare: ieri si entrava solo mostrando la carta di identità. «Ho letto la notizia su internet e ho deciso che dovevo esserci», dice soddisfatto Miro tenendo in mano due borse. Nella sua città d’origine, Tokyo, la scorsa primavera le ragazze sono impazzite pur di acquistarne un pezzo, in migliaia hanno fatto la coda davanti al negozio 48 ore prima dell’apertura. A Milano il sogno è finito alle 12: «Borse esaurite» hanno sentenziato le commesse. Ed è stata ressa al punto che è dovuta intervenire la polizia per calmare le acque. Chi ha iniziato a lamentarsi contro «quest’ingiustizia» e chi ha rotto le fila per accaparrarsi una borsa al mercato nero improvvisato lungo corso Como. «L’ho pagata 70 euro - racconta Maria, soddisfatta e provata dalla mattinata in coda. Un «vero affare», visto che su Ebay costa già più di 200 dollari.