Corso Como, maxi rissa al Toqueville

Motivi per dar vita a una rissa se ne possono trovare a volontà, potrebbero farci una vera e propria casistica a riguardo. Tuttavia per i fatti accaduti l’altra notte in corso Como - cuore dei divertimnenti notturni milanesi - bisogna proprio gridare un classico cherchez la femme. Sì, il motivo dell’inasprimento degli animi (già probabilmente provati dall’alcol?) dev’essere cercato principalmente nell’apprezzamento eccessivo a una ragazza. È stato per lei che dieci giovani milanesi, tutti senza precedenti, se le sono date di santa ragione. C’è persino chi si è procurato lievi ferite alle mani, chi un taglio al labbro inferiore. E cinque di loro sono stati denunciati dai carabinieri.
Ma veniamo ai fatti. Ventuno anni, piuttosto alta, cappotto nero e sciarpa bianca, capelli raccolti in una coda di cavallo, minigonna nera e stivali bassi, la signorina era appena uscita dalla discoteca Toqueville insieme ad altre otto persone, tre amiche e cinque ragazzi. Sono le 2.45 quando il gruppetto incontra un gruppo di altri cinque giovani. La «bella» cammina dritta e spedita perché nota quei tipi che la guardano con insistenza, come se volessero mangiarsela, ma ormai è entrata nel loro mirino. Così partono i commenti non proprio da lord all’indirizzo della giovane che, inizialmente un po’ compiaciuta, poi molto seccata, comincia a sbuffare per l’impazienza. Una raffica di «sei proprio una bella f....!» conditi da fischi e gesti eloquenti che continuano anche quando i due gruppetti sono ormai distanti. Così scatta improvvisa l’offensiva da parte degli accompagnatori della bella ragazza, tra i quali c’è anche il suo fidanzatino. È lui che scatta per primo, gli amici lo seguono per dargli man forte e perché intuiscono che dall’altra parte non saranno baci e sorrisi.
La rissa ha inizio così. I dieci giovani si stanno picchiando in mezzo alla strada quando un passante, spaventato, prende il telefonino e fa una chiamata al 112. Sul posto arrivano alcune autoradio e, naturalmente, tra i giovani, con le mani insanguinate e i nasi pesti, c’è un fuggi-fuggi generale. I militari riescono a fermarne cinque. E mentre le ragazze, ferme in piedi e strette tra loro, restano a guardare atterrite in un angolo, i militari si segnano le generalità dei ragazzi e li denunciano per rissa. Sono tutti studenti universitari, mai avuto problemi con la giustizia. Soprattutto per motivi di donne.