Corso Dogali in rivolta contro il silos

«Sopportiamo da due anni il disagio legato alla costruzione del silos che ha causato l'interruzione della viabilità in corso Dogali; abbiamo aspettato che i lavori finissero e invece siamo punto e a capo. Il cantiere è fermo, la strada interrotta e i parcheggi liberi un miraggio. È forse il caso che qualcuno prenda atto di questa incresciosa situazione perché iniziamo a non tollerare più questo stato di cose».
A parlare è Gianfranco Botta, residente in corso Dogali e portavoce delle istanze del quartiere, che lamenta la mancata ultimazione dei lavori del silos auto vicino all'istituto Emanuele Brignole (ex albergo dei poveri). Per l'ennesima volta sul banco degli imputati finisce la mancata (o parziale) realizzazione di un progetto che doveva avere dei tempi assai più brevi. La colpa questa volta sembra dover essere attribuita al ritrovamento di un tratto di 30 metri di mura storiche, che ha bloccato la fine dei lavori del parcheggio interrato e il ripristino della strada di corso Dogali, sottraendo ai residenti centinaia di parcheggi liberi.
I lavori per i box interrati (un centinaio) sono partiti due anni fa, creando non poche difficoltà agli abitanti che - a causa della chiusura di duecentocinquanta metri di strada trasformati in cantieri -, hanno sopportato con pazienza la perdita di 150 posti auto liberi. Il disagio legato alla deviazione delle linee del 39 e del 40 che non transitano e non fermano più nelle vecchie fermate, completa il quadro. I box potevano dirsi quasi ultimati ma il ritrovamento dei reperti storici ha impedito di terminare i lavori, fermi oramai da un anno. I residenti lamentano insomma nel loro quartiere una triplice beffa. Primo fra tutti i box costruiti non sono ancora operativi e funzionanti, il chè complica ulteriormente l'intasamento della zona già nel massimo disagio.